Lavori in corso al Vittoria: “Così abbiamo riaperto il cinema del mio trisnonno”
Da un quartiere di Varese a un cinema storico del 1917: l’associazione Lavori in corso trasforma il riuso creativo in motore culturale
C’è un vecchio cinema di Varese che non proietta più film, ma accende ricordi, illumina storie e riflette futuro. È il Cinema Vittoria, una sala storica del 1917 che oggi ha trovato una nuova vita grazie all’associazione Lavori in corso, protagonista della puntata di martedì 9 dicembre a Soci All Time, la trasmissione di Radio Materia dedicata al terzo settore, realizzata in collaborazione con CSV Insubria.
A raccontare il progetto e la sua anima sono stati Veronica Casnati, Francesco Bruno e Giovanni Dal Cin.
L’associazione nasce ufficialmente il 21 febbraio 2021, nel quartiere di Sant’Ambrogio, con un’idea semplice e potente: restituire vita agli spazi dimenticati attraverso l’arte e il riuso creativo. In particolare, l’obiettivo iniziale era quello di trasformare via Sacromonte – un tempo ricca di botteghe e ora segnata da locali sfitti – in una sorta di “via degli artisti”.
«L’idea era quella di riempire gli spazi lasciati vuoti dal commercio tradizionale con studi creativi, atelier, artigiani», raccontano. Un progetto fatto di esposizioni, incontri e partecipazione attiva alle feste di quartiere, come quella di Sant’Ambrogio, che negli anni ha continuato ad attrarre centinaia di persone.
La svolta: il Cinema Vittoria
Tre anni fa arriva l’occasione che cambia tutto: l’associazione ottiene in uso l’atrio del Cinema Vittoria, edificio storico di proprietà della famiglia Casnati. Chiuso dal 2006 con l’arrivo dei multisala, il cinema rischiava di rimanere in silenzio per sempre. Ed è invece rifiorito in un’altra forma.
«Riportare vita lì dentro è stato emozionante», racconta Veronica. «Alla prima apertura la gente entrava commossa, qualcuno pensava che il cinema avesse riaperto davvero».
Oggi l’atrio del Cinema Vittoria ospita esposizioni, eventi culturali, presentazioni di libri, installazioni artistiche, diventando a tutti gli effetti un polo creativo nel cuore di Varese.
Il riuso come forma d’arte
Il cuore del progetto è il riuso creativo. Giovanni Dal Cin trasforma oggetti dimenticati in lampade e installazioni luminose. Francesco Bruno lavora ferro, ottone e alluminio: le sue lampade diventano sculture, ispirate al design degli anni Cinquanta. «Una lampada deve essere bella anche da spenta», dice, «deve restare dentro lo spazio».
Veronica Casnati realizza gioielli artigianali e oggetti in cartapesta, tra metalli, vetri e materiali di recupero. «Lo faccio da quindici anni, è difficile, ma non mollo».
Tra gli eventi più toccanti, il progetto “Caro Vittoria, ti scrivo”: una cassetta postale rossa, come quelle di un tempo, raccoglie lettere e racconti delle persone che per anni hanno vissuto il cinema. Ne è nato uno spettacolo teatrale in cui “il fantasma del cinema” racconta la propria storia attraverso la voce di un’attrice.
«La gente entrava seria ed usciva col sorriso», raccontano i fondatori.
Il sogno che il Cinema Vittoria resti vivo
Il cinema è oggi in vendita, una realtà che pesa come un’incognita. Il sogno dell’associazione è semplice e gigantesco insieme: che il Vittoria resti un luogo di arte, memoria e creatività. Che non venga trasformato in qualcosa di anonimo. Che non diventi “l’ennesimo supermercato”.
«La speranza è che rimanga un centro creativo, ovunque vada la proprietà, e se potessimo continuare a esserci anche noi sarebbe bellissimo» concludono infine i tre protagonisti dell’intervista.
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