Il terzo libro su Cascina dei Poveri a Busto: racconti del passato e uno sguardo al futuro
Mentre compaiono i progetti per il vicino ospedale unico, il nuovo volume racconta la civiltà contadini, i primi progetti quarant'anni fa e le nuove idee per un riuso della storica cascina, oggi ridotta a rudere
È uscito Cascina dei Poveri, luogo del cuore 3, il terzo e conclusivo volume dedicato a uno dei luoghi simbolo di Busto Arsizio e a una vicenda urbanistica, sociale e culturale che attraversa oltre quarant’anni di storia cittadina. Un libro imponente, oltre trecento pagine, che raccoglie in larga parte materiale inedito, con un ricco apparato iconografico: numerose immagini a colori e fotografie d’epoca in bianco e nero, molte delle quali mai pubblicate.
Il volume rappresenta il punto di arrivo di un lungo lavoro di ricerca e approfondimento e apre nuovi scenari sul futuro della Cascina dei Poveri, tornata più volte al centro del dibattito pubblico anche per il suo possibile legame con il progetto del nuovo ospedale.
Il libro si apre con il contributo di Tito Olivato, che presenta documenti d’archivio inediti e analisi che pongono interrogativi concreti sul futuro del binomio ospedale unico–Cascina dei Poveri. Una lettura che aiuta a comprendere meglio le scelte del passato e le prospettive possibili, senza semplificazioni (il progetto dell’ospedale unico è appena stato presentato).
Accanto alla ricostruzione storica, il libro propone anche simulazioni progettuali realistiche e fattibili, sviluppate in collaborazione con l’architetto Anna Fumagalli, che «ha immaginato una nuova vita per la Cascina». Le sue proposte, presenti sia in copertina sia in appendice, offrono una visione alternativa all’abbattimento, mettendo al centro il recupero e la rifunzionalizzazione del complesso.
«Nel libro ci sono anche i progetti dei miei ex studenti della classi 5A1 e 5A2 che è dalla primavera scorsa, quando ad aprile avevo assegnato loro l’esercitazione (un parco urbano sportivo nell’area dove sorgerà l’ospedale e anche proposte progettuali per la cascina)», spiega l’architetto Fumagalli.
Presentato il progetto del Grande Ospedale della Malpensa: “Benvenuti nel futuro, oggi”
Gli studenti e la memoria degli anni Ottanta
Di particolare interesse è anche il contributo dell’architetto Sandro Criseo, che ha coinvolto una ventina di studenti del Liceo Candiani di Busto Arsizio (indirizzo architettura) in un lavoro collettivo di progettazione. Ne è nato un capitolo ricco di idee, suggestioni e proposte alternative, che dimostra come il tema della Cascina dei Poveri continui a parlare anche alle nuove generazioni.
Uno sguardo prezioso sul passato arriva invece dal testo dell’insegnante Rosangela Lualdi, che ha recuperato memorie, articoli e documenti legati al concorso di idee del 1980, al quale partecipò con la sua prima classe. Un racconto che restituisce il clima culturale dell’epoca e mostra come il dibattito sulla Cascina abbia radici profonde.
La vita agra della Cascina dei Poveri di Busto Arsizio raccontata da chi ci è nato e vissuto
Foto inedite e storia collettiva
Una sezione significativa del volume è dedicata ai ricordi e alla memoria visiva: fotografie mai pubblicate che raccontano le atmosfere di un tempo, il linguaggio di un’epoca e la storia quotidiana di una comunità. Immagini che trasformano la Cascina dei Poveri da semplice edificio a luogo identitario, carico di significati collettivi.
Informazioni pratiche
Cascina dei Poveri, luogo del cuore 3 è acquistabile al costo di 30 euro.
Il volume può essere richiesto attraverso gli store oppure direttamente all’associazione Riabitare, scrivendo all’indirizzo email:
associazioneriabitare@gmail.com
Un libro che chiude un percorso editoriale, ma che lascia aperta una domanda centrale: quale futuro per la Cascina dei Poveri e per uno dei luoghi più discussi e amati della città.
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