Quando il lavoro diventa scoperta di sé. L’esperienza di Mariam e Safety Car-e
Nuove opportunità di crescita e sicurezza economica e personale per i ragazzi del Piambello con il progetto Safety Car-e e la collaborazione di un tris di gelaterie artigianali
Ci sono estati che passano veloci, tra i banchi di scuola accatastati e giornate spensierate. E poi ci sono estati che cambiano la prospettiva, in cui la paura si scioglie e lascia spazio alla consapevolezza di potercela fare. È la storia di Mariam e di altri due giovani del Piambello, protagonisti di una bellissima esperienza di orientamento e primo approccio al mondo del lavoro.
Tutto nasce dalle sinergie messe in campo dal progetto Safety Car-e.
Comunità aperta: un investimento in fiducia
Il primo passo è un percorso che si è svolto a Induno Olona sul tema dell’orientamento e del lavoro: una serie di incontri formativi cui hanno partecipato una decina di giovani intercettati dalla Società San Vincenzo de Paoli, partner di progetto.
Al termine del percorso, tre di questi ragazzi – spinti dalla voglia di mettersi alla prova – hanno accettato una sfida concreta: un tirocinio estivo mediato dalle tutor pedagogiche della cooperativa sociale L’Aquilone.
“È stato un ottimo lavoro di rete, una piccola esperienza in cui abbiamo visto la comunità attivarsi ed aprirsi per accogliere,” racconta Stefania Mattiroli, educatrice e tutor pedagogica de L’Aquilone.
In un territorio come il Piambello, dove non è facile intercettare opportunità per i giovani, la chiave di volta è stata la disponibilità incondizionata di un imprenditore locale.
“Grazie a una fitta rete di collaborazione tra i partner e il territorio – aggiunge Tiziana Isella, educatrice e tutor pedagogica – abbiamo incontrato Lorenzo Santaromita Villa, proprietario de ‘La boutique del gelato’, una piccola catena presente ad Arcisate, Cantello e Clivio.”
Lorenzo si è reso disponibile senza chiedere requisiti particolari, offrendo ai ragazzi un ambiente in cui potersi sperimentare e sbagliare, in un momento storico in cui un simile gesto di fiducia è sempre più raro.
Dalla paura di sbagliare a una maggiore sicurezza di sè
Il vero cuore pulsante di questa storia risiede nella trasformazione emotiva vissuta dai ragazzi, specialmente da Mariam, che ha lavorato ad Arcisate, affiancata da Ilenia.
“Prima di iniziare avevo tantissima ansia: avevo paura di sbagliare qualcosa e che le persone mi avrebbero giudicata e messa a disagio – racconta Mariam – Ero terrorizzata di non riuscire a far stare il gelato sui coni, di far cadere tutto a terra davanti ai clienti e di fare una brutta figura”.Aspettative infondata, scalzate da una realtà ben diversa.
Mariam è stata accolta in gelateria da Ilenia, collaboratrice di Lorenzo, che con gentilezza e pazienza ha insegnato alla ragazza tutti i trucchi del mestiere, coinvolgendola progressivamente, dai compiti più pratici alla fondamentale relazione con la clientela.
Per Mariam, studentessa al quarto anno di socio-sanitario, l’impatto con il pubblico è stato il banco di prova più difficile e, al tempo stesso, più formativo.
“Lavorare a contatto con la gente mi spaventava, era la prima volta per me – ricorda la ragazza – non sapevo se sarei stata capace di essere sempre sorridente e gentile, di avere il giusto modo di fare. Quando arrivi al lavoro e hai a che fare con le persone, devi mettere da parte i malumori, perché il modo in cui ti poni è molto importante. Più gente vedevo, più capivo come comportarmi. Questo ho imparato: spesso basta un sorriso ed un saluto cortese per ricevere altrettanta cortesia dai clienti.”
L’Apprendimento si fa sul campo
Un’esperienza estiva, svolta in un ambiente protetto e mediato dalle educatrici, ha permesso ai tre giovani di confrontarsi con la disciplina del lavoro: orari da rispettare, mansioni da apprendere, relazioni da intrattenere con persone che non si scelgono e, soprattutto, paure da affrontare e superare.
Hanno avuto modo di immaginarsi in un contesto lavorativo, di sperimentarsi e anche di sbagliare, ma apprendendo dagli errori commessi.
“Le giornate di lavoro volavano – racconta Mariam – quando era ora di tornare a casa ero quasi dispiaciuta. Questa esperienza mi ha dato maggiore sicurezza su di me, su quel che posso fare e imparare. Lo rifarei subito se ci fosse la possibilità, sarebbe bello se ci fossero più occasioni come questa per noi ragazzi.”
Un auspicio condiviso e che diventa richiesta esplicita degli operatori nei confronti di imprenditori e datori di lavoro: “Accogliere questi ragazzi è certamente un investimento educativo e sociale, ma può anche diventare una risorsa preziosa per le attività ospitanti.”
Un’opportunità per le aziende, confermata dal titolare delle gelaterie: “Quando inizierà la nuova stagione e aprirò le selezioni per il personale,sarò felice di ricevere le loro candidature”, dice Lorenzo.
Un segnale forte di come l’apertura e l’accoglienza non siano solo un atto di altruismo, ma un’opportunità di crescita reciproca.
Il progetto Safety Car-e
L’esperienza di Miriam è nata e si è sviluppata all’interno di Safety Car-e, un progetto volto a prevenire e contrastare la povertà economica e sociale, offrendo misure di presa in carico mirate e personalizzate, con l’obiettivo di offrire percorsi educativi, pedagogici e aiuto nella formazione o nella ricerca del lavoro.
Al progetto partecipano la cooperativa Lotta contro l’Emarginazione – capofila sassieme a Piano di Zona di Arcisate, cooperativa Intrecci, Cs&L, Società San Vincenzo de Paoli, Banco Nonsolopane, cooperativa Naturart, cooperativa Sociale l’Aquilone e la LIUC – Università Cattaneo.
L’attività è finanziata da Fondazione Cariplo, Fondazione Vismara e il Fondo beneficienza Intesa San Paolo, in collaborazione con Fondazione Comunitaria del Varesotto.
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