“Abitare è un diritto”, a Castellanza un confronto pubblico sul riuso del patrimonio abitativo
Il dibattito ha preso avvio dai dati raccolti dai Centri di ascolto di Caritas Ambrosiana, che collocano il problema della casa al secondo posto, subito dopo il lavoro, tra i bisogni maggiormente segnalati dai cittadini
Si è svolto sabato 10 gennaio, nella sala della Biblioteca civica di Castellanza, l’incontro pubblico dal titolo “Abitare è un diritto – Riuso del patrimonio abitativo”, promosso dal Movimento 5 Stelle – territorio Busto Arsizio. Un momento di confronto che ha posto al centro il tema dell’emergenza abitativa in provincia di Varese e le difficoltà di accesso alla casa per le fasce più fragili della popolazione.
All’incontro hanno partecipato la senatrice M5S Elena Sironi, il coordinatore regionale M5S Dario Violi, la sindaca di Castellanza Cristina Borroni, la consigliera comunale Valerie Berrichillo e don Matteo Rivolta, responsabile di Caritas Varese. A introdurre i lavori è stato Massimo Uboldi, in rappresentanza del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle.
Il dibattito ha preso avvio dai dati raccolti dai Centri di ascolto di Caritas Ambrosiana, che collocano il problema della casa al secondo posto, subito dopo il lavoro, tra i bisogni maggiormente segnalati dai cittadini. Un dato che fotografa una situazione di crescente fragilità sociale, aggravata da condizioni economiche sempre più complesse.
In provincia di Varese il patrimonio di edilizia pubblica conta 6.857 alloggi distribuiti in 76 comuni, di cui il 77% di proprietà Aler e il 23% in gestione comunale. Circa il 12% degli alloggi risulta oggi non assegnato a causa della mancanza di manutenzione, evidenziando la necessità di interventi strutturali e di risorse adeguate per il recupero degli immobili esistenti.
Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, questi numeri mettono in luce le criticità delle politiche abitative regionali, alle quali si sommano contributi statali giudicati insufficienti. Nel 2025, i fondi destinati all’intera Lombardia ammontano a circa 2,8 milioni di euro, una cifra ritenuta non adeguata a garantire interventi efficaci per rendere realmente accessibili gli alloggi pubblici.
Il quadro si inserisce in un contesto sociale sempre più complesso: in Italia oltre 6 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, tra cui 1,5 milioni di bambini, secondo i dati Istat. A questi numeri si aggiunge una questione salariale che rende sempre più difficile per molte famiglie sostenere il costo dell’abitare, anche al di fuori dei grandi centri urbani.
L’evento è stato organizzato a partire dal caso specifico di Castellanza, comune con meno di 15mila abitanti, dove gli alloggi a canone calmierato sono diminuiti negli anni da 579 a 354, di cui 64 necessitano di interventi di manutenzione, mentre le richieste continuano ad aumentare. Una situazione che, in assenza di risorse economiche adeguate, risulta di difficile soluzione e che si riscontra anche in altri territori, complice la riduzione dei trasferimenti agli enti locali.
L’incontro ha voluto richiamare l’attenzione delle istituzioni, a tutti i livelli, sulla necessità di politiche strutturali e risorse certe per affrontare un disagio sociale che colpisce soprattutto le fasce più fragili. L’obiettivo dichiarato è promuovere un confronto stabile tra amministrazioni, realtà sociali e territorio, per individuare soluzioni concrete di riuso, recupero e valorizzazione del patrimonio abitativo pubblico e sociale, nella convinzione che il diritto alla casa non possa più essere rimandato.
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