Al via il progetto Interreg per salvaguardare i tesori idrici dell’Insubria
Con un finanziamento complessivo di 884.065 euro e una durata di 30 mesi, il progetto di Ats Insubria, si inserisce nel quadro europeo delle strategie per la protezione ambientale e la resilienza climatica
Prende il via il progetto Interreg “SAI – Salvaguardia Acquae Insubriae”, guidato da ATS Insubria, con il coordinamento del Dipartimento Veterinario, che punta a rivoluzionare la tutela delle acque dei laghi insubrici – Maggiore, Lugano/Ceresio, risorse preziose per l’ambiente, la salute pubblica e il benessere delle comunità. Con un finanziamento complessivo di 884.065 euro e una durata di 30 mesi, il progetto si inserisce nel quadro europeo delle strategie per la protezione ambientale e la resilienza climatica.
In linea con l’approccio “One Health”, che integra salute umana, animale e ambientale, SAI introdurrà un sistema innovativo di monitoraggio in tempo reale, basato su tecnologie automatiche e open-source, per garantire la qualità delle acque, sia in termini di balneazione che di potabilità, la sicurezza alimentare legata al consumo di fauna ittica, il controllo della resistenza antimicrobica e dei contaminanti chimici, con particolare riferimento alle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). Obiettivo del progetto è proteggere la biodiversità, prevenire rischi sanitari e affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla pressione antropica.
“I laghi sono parte integrante dell’eco-sistema del nostro territorio: tutelarli significa proteggere, in senso lato, la vita dell’intera comunità. Con SAI mettiamo in campo innovazione e cooperazione internazionale per garantire acque sicure e ambienti sani alle generazioni presenti e future. Si tratta, quindi, di attivare un sistema integrato e multidisciplinare con la capacità di prendere in considerazione il territorio nella sua complessità e contestualmente mettendo a sistema le articolate capacità dei soggetti coinvolti a diverso titolo”, dichiarano dalla direzione di ATS Insubria.
La natura transfrontaliera dei laghi insubrici rende indispensabile una collaborazione tra Italia e Svizzera. Il progetto, pertanto, è orientato a promuovere una gestione condivisa e coordinata, valorizzando le competenze scientifiche e tecniche dei partner coinvolti: ATS Insubria, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), Dipartimento della Sanità e della Socialità del Canton Ticino (DSS Ticino), Università degli Studi dell’Insubria e Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER). “Andiamo ad attivare una sinergia tra le istituzioni che già lavorano su queste tematiche per rinforzare la resilienza del territorio, offrendo un modello replicabile in altre aree europee” concludono dalla direzione.
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