Arrestato per la droga nell’auto noleggiata, Assolto dal tribunale di Busto Arsizio

Riconosciuta l'estraneità ai fatti del febbraio scorso per B. H. H. La difesa, «L'imputato ha preso ingiustamente la libertà, verosimilmente per essersi opposto alle persone sbagliate»

tribunale busto arsizio

Il Tribunale di Busto Arsizio ha assolto B. H. H., cittadino italiano (di origini tunisine) di 53 anni, che il 25 febbraio 2025 era stato arrestato a Malpensa in seguito al rinvenimento di circa mezzo chilogrammo di sostanze stupefacenti tra hashish e cocaina all’interno dell’auto che aveva noleggiata.

A seguito dell’arresto, l’indagato è stato ristretto nella Casa circondariale di Busto Arsizio. Dopo l’accoglimento dell’istanza di riesame proposta dalla Difesa, la custodia cautelare in carcere è stata sostituita con gli arresti domiciliari.

La sentenza pronunciata il 12 gennaio 2026 dal giudice Cristina Ceffa ha disposto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Soluzione richiesta dallo stesso Pubblico Ministero, il quale ha dato atto della pendenza di un procedimento penale parallelo nei confronti di soggetti noti, nell’ambito del quale l’uomo risulta persona offesa del reato di calunnia.

Analoga richiesta è stata formulata dalla Difesa, che sin dal primo colloquio in carcere ha creduto fermamente nella totale estraneità dell’imputato rispetto all’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, contestazione che avrebbe potuto comportare una pena compresa tra sei e venti anni di reclusione.

«L’istruttoria – ha sottolineato l’avvocato difensore Davide Mustari – ha dimostrato che il 25 febbraio 2025 l’imputato ha perso ingiustamente la propria libertà, verosimilmente per essersi opposto alle persone sbagliate o per aver collaborato in un contesto caratterizzato da gravi dinamiche criminali. È emerso un fatto inquietante, purtroppo non isolato nel nostro territorio, rispetto al quale il mio assistito chiede e pretende giustizia. Una giustizia che non può che iniziare con una sentenza di assoluzione».

Nel corso della discussione, le parti hanno posto particolare attenzione sulle percezioni soggettive degli operanti intervenuti al momento dell’arresto, sul comportamento estremamente collaborativo dell’imputato e, soprattutto, sulle ricostruzioni alternative dei fatti emerse nel corso dell’istruttoria dibattimentale. «L’istruttoria – ha aggiunto la Difesa – ha così accertato la totale innocenza dell’imputato, risultato vittima di un grave atto calunnioso, un atto mafioso, preceduto da un’effrazione all’interno del garage della propria abitazione».

B. H. H. è ora in attesa di conoscere gli sviluppi del procedimento per diffamazione che lo vede parte lesa.

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Pubblicato il 15 Gennaio 2026
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