Busto non dimentica il sacrificio della Comerio Ercole: la memoria dei deportati vive nelle nuove generazioni

Ottantaduesimo anniversario della retata del 1944. Nonostante l'assenza di Rosy Bindi, le istituzioni e le scuole si sono strette attorno al ricordo dei lavoratori che pagarono con la vita la lotta per la libertà

Ercole comerio 2026 (Foto Roberto Gernetti)

Il freddo di un sabato pomeriggio di gennaio non ha fermato il battito della memoria, quella che da ottantadue anni unisce Busto Arsizio ai cancelli di un lager. La città si è ritrovata sabato 24 gennaio per onorare i lavoratori della Comerio Ercole, strappati alle loro officine e alle loro famiglie il 10 gennaio del 1944 per aver osato dire no al nazifascismo attraverso lo sciopero. Un tributo che, quest’anno, ha assunto i volti dei tanti studenti presenti, testimoni di un passaggio di testimone necessario affinché il sacrificio di quegli uomini non resti confinato nelle pagine di un libro di storia.

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La cerimonia ha preso il via alle 15.00 presso il Parco Comerio, proprio davanti alla lapide che sorge nel luogo dove un tempo batteva il cuore della fabbrica. Qui, tra le note solenni e il raccoglimento della posa delle corone, il Vice sindaco di Busto Arsizio Luca Folegani ha rappresentato l’amministrazione comunale in una giornata segnata dall’assenza di Rosy Bindi. L’ex ministra, inizialmente annunciata come oratrice ufficiale della commemorazione, non ha potuto partecipare all’evento, ma il vigore delle celebrazioni non ne ha risentito, grazie alla forte partecipazione delle autorità locali e dei comuni limitrofi.

Accanto a Folegani erano presenti il sindaco di Marnate, Marco Scazzosi, e la sindaca di Castellanza, Cristina Borroni, a testimonianza di come quella tragedia sia una ferita condivisa da tutto il territorio della Valle Olona. Significativo l’intervento del Presidente dell’Anpi di Busto Arsizio, Liberto Losa, che ha sottolineato l’attualità dei valori della Resistenza e del coraggio civile in un momento storico ancora denso di incertezze.

Dopo il momento solenne al parco, la commemorazione si è spostata al Cinema Teatro Manzoni per la parte civile con l’intervento dell’ex presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani che ha sostituito Rosy Bindi come oratore ufficiale: «I partigiani erano i veri patrioti» – ha detto ai presenti ricevendo in risposta calorosi applausi.

Gli studenti del Liceo Crespi, del coreutico musicale Pina Bausch e delle scienze umane Olga Fiorini hanno dato voce e corpo al ricordo, trasformando i nomi di Vittorio Arconti, Arturo Cucchetti, Ambrogio Gallazzi e Alvise Mazzon in simboli di dignità e resistenza. Le loro letture e le rappresentazioni teatrali hanno riempito il vuoto lasciato dai testimoni diretti, emozionando la platea composta da familiari dei deportati, rappresentanti sindacali e semplici cittadini.

La giornata si è conclusa con la Santa Messa solenne nella chiesa di San Michele Arcangelo, accompagnata dalle voci del coro “Voci del Rosa”. Un ultimo momento di riflessione per una comunità che, nonostante il passare dei decenni, continua a guardare a quel sacrificio non solo come a un debito di gratitudine verso il passato, ma come a una bussola fondamentale per orientare il futuro.

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Pubblicato il 25 Gennaio 2026
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