Crans-Montana, il punto di Bertolaso: “Sette ragazzi già a Milano, ma l’operazione non è conclusa”
Sabato 3 gennaio l'assessore regionale al welfare aggiorna sui soccorsi dopo la tragedia di Capodanno: si attende l'esito del DNA per identificare due giovani ricoverati in gravissime condizioni a Zurigo
Proseguono le operazioni per curare i feriti e far rientrare in Italia i connazionali coinvolti nel grave incendio avvenuto la notte di capodanno a Crans-Montana. A fare il punto sui soccorsi è stato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha fatto il punto della situazione dall’ospedale Niguarda di Milano. Il quadro che emerge è di un’operazione complessa, tra identificazioni difficili e un massiccio sforzo logistico sanitario.
«Ci sono due ragazzi che sembrano essere nostri – ha affermato l’assessore -, ma non sono ancora stati identificati con certezza: sono i due casi più gravi ricoverati al centro grandi ustionati di Zurigo. Abbiamo la ragionevole speranza che si tratti di italiani, ma dobbiamo attendere le prove del DNA. Non riusciamo a identificarli visivamente perché hanno il volto completamente coperto dalle medicazioni per le ustioni e, essendo intubati, non possono parlare. I nostri medici scout sono a Zurigo in riunione con i colleghi svizzeri per seguire questi casi “sconosciuti”, ma ci vorrà parecchio tempo prima di poterli riportare a casa».
«Per oggi è previsto un unico arrivo, quello di Sofia, attualmente a Losanna: è la paziente più grave e seria tra quelli trasportabili. Arriverà in mattinata con un elicottero del soccorso della Val d’Aosta, meteo permettendo. Per gli altri tre ragazzi che avevamo in lista, i medici hanno dichiarato la non trasportabilità immediata; verosimilmente se ne parlerà intorno al 6 o 7 gennaio. Finora abbiamo effettuato oltre 20 rotazioni di volo in condizioni meteo proibitive sopra le Alpi: un gioco di squadra italiano di cui siamo orgogliosi, che ha già portato sette ragazzi qui al Niguarda».
«Ho incontrato le madri dei ragazzi ricoverati: sono preoccupatissime e addoloratissime. Parliamo di un gruppo di amici dove qualcuno è qui, qualcuno è disperso e qualcuno non ce l’ha fatta; sono comprensibilmente scioccati. Per questo abbiamo attivato dieci psicologi: cinque assistono i familiari qui al Niguarda e altri cinque sono a Crans-Montana con il team nazionale per supportare i genitori di chi è ancora disperso, che vivono la situazione più angosciante. Non ci fermeremo finché l’ultimo dei nostri ragazzi non sarà tornato a casa».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Bustocco-71 su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno
Felice su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno
ClaudioCerfoglia su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno
anselmo piazza su Lavori in Viale Belforte, Via Marzorati e Via dei Campigli: a Varese senso unico alternato dal 24 al 30 agosto
Bustocco-71 su Cede la rampa della tangenziale, deviazioni tra Malnate e Varese
GianPix su Il varesino Marco Iemmi ha vinto il Premio Internazionale "Il Poeta dell'Anno"










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.