Festa di Sant’Antonio a Bedero Valcuvia: la tradizione rivive grazie ai giovani
Grande partecipazione nel fine settimana per le celebrazioni dedicate a Sant’Antonio Abate con il suggestivo rito dell’alabarda e la salita del lanternino sul campanile della chiesa
Gennaio a Bedero Valcuvia ha il sapore della tradizione che si rinnova. Nonostante la parrocchia sia dedicata a San Ilario, è la festa di Sant’Antonio Abate a scaldare il cuore del paese, richiamando ogni anno centinaia di persone tra riti antichi e momenti di convivialità che uniscono generazioni diverse.
Protagonisti di questa edizione sono stati tre giovani del paese: Daniele Capoferri, Alessandro Paladini Molgora e Marco Zilli. Nel ruolo di capifesta, hanno portato avanti un’antica tradizione maschile, bussando nelle scorse settimane alle porte di tutti i residenti per raccogliere offerte e partecipazione. Il loro impegno è culminato il sabato sera con l’ingresso in piazza dell’antica alabarda, il simbolo della festa che riporta sui suoi nastri i nomi di chi ha ricoperto questo ruolo nel corso dei decenni, un vero passaggio di testimone della memoria cittadina.
Il momento più suggestivo è stato senza dubbio il “Rito del Lanternino”. Sabato sera, sotto gli occhi di una piazza gremita, il piccolo lume è salito lentamente lungo un filo fino alla cima del campanile, seguito da uno spettacolo pirotecnico che ha illuminato il cielo della Valcuvia. La serata è stata animata anche dalla musica della band «Lavori in corso» e dall’apertura dello stand gastronomico, dove un gruppo di giovani cuochi ha servito piatti della tradizione, consumati attorno al grande braciere o negli spazi dell’oratorio.
A colpire è stata soprattutto la partecipazione delle nuove generazioni, un segnale di vitalità sottolineato anche dal lavoro del parroco, don Valerio, che ha saputo coinvolgere ragazzi e bambini nelle attività comunitarie. La musica e i momenti di svago hanno trasformato la piazza in un luogo di incontro vivo, dimostrando che le tradizioni religiose e popolari possono ancora parlare ai più giovani se vissute con entusiasmo e apertura.
Le celebrazioni sono proseguite domenica con la tradizionale benedizione degli animali sul sagrato, che oggi vede protagonisti soprattutto cani e gatti di casa. Nel pomeriggio la statua e la reliquia del Santo sono state portate in processione per le vie del paese, accompagnate dalla musica della banda della Rasa. Di particolare rilievo la presenza all’organo di due giovanissimi talenti locali, Sebastiano e Tommaso, che hanno curato l’accompagnamento musicale delle funzioni. La festa si è conclusa come da tradizione con l’incanto dei canestri e la lotteria, chiudendo un weekend che ha confermato Bedero come una comunità unita e legata alle proprie radici.
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