Icaro Openjobmetis: vola a +19 ma si scioglie: Venezia rimonta e passa a Masnago
Varese gioca 25' di basket eccellente ma nel momento del massimo vantaggio smette di fare canestro e subisce il rientro rapido dei lagunari, che sorpassano e non si fermano più (94-106)
In alto, in altissimo, vicino al sole. E proprio lì, alla Openjobmetis in versione Icaro, si sono sciolte le ali di cera con cui si era spinta al +19 contro la corazzata Venezia, messa con le spalle al muro con 25′ di basket a tratti celestiale. A quel punto però la caduta è stata verticale: i biancorossi hanno sbagliato scelte e conclusioni, aprendo il fianco a una Reyer che non ha più sbagliato un colpo. Un controparziale tremendo (da 70-51 a 77-82) in appena 6′ ha rimesso il match nelle mani degli ospiti che a quel punto non hanno più mollato la presa. E Varese, ormai in debito di ossigeno e con rotazioni brevissime, si è dovuta arrendere per la seconda domenica consecutiva (94-106), certificando così una frenata che potrebbe essere anche più lunga, considerando la trasferta di lunedì prossimo a Milano.
Una partita anche difficile da analizzare, al di là di un interruttore che a un certo punto ha invertito il flusso della corrente: la Openjobmetis ha giocato a viso aperto, ha retto le prime spallate veneziane e ha approfittato di un timeout di Spahija («A conti fatti l’ho chiamato per Varese» ironizza il coach croato in sala stampa) per dare una mazzata agli avversari. Dieci minuti da “grande” a cavallo dell’intervallo però, non sono bastati. Quando la Reyer ha ripreso a fare canestro i biancorossi sono “andati insieme” ripetendo certi errori di gestione già visti a Treviso: Kastritis dice bene che le due partite e le due avversarie sono ben differenti per portata, però è innegabile che un po’ più di fosforo sarebbe servito almeno per arginare e ammortizzare il controparziale veneto.
Così non è stato e anche Masnago, fino a lì torrida, ha pagato lo scotto con momenti di gelo e incredulità, rotti solo da qualche comportamento al limiti di Valentine e Wiltjer e da una situazione arbitrale non certo favorevole. Zero falli all’Umana nel terzo quarto, zero tiri liberi per Varese nei primi 32′ di gioco in un incontro casalingo: posto che Venezia ha fatto benissimo, resta un po’ di rabbia perché qualche fischio – evidentemente mancato – avrebbe aiutato i biancorossi a puntellarsi.
Ma quello della “politica interna” (alla Lega) resta una delle mancanze di questa società che ora rischia di dover riaprire un file su Taze Moore, ottimo per lunghi minuti e poi tolto dal campo da Kastrtis. Non per ragioni fisiche, spiega il coach greco, e non si esclude che ancora una volta la guardia abbia strabordato a livello comportamentale. Lasciamoci il beneficio del dubbio, ma se così fosse ci sarebbe da correre ai ripari. Per il resto, va sottolineata la riscossa di Alviti e Renfro autore di un primo tempo pazzesco in attacco, la serata storta di Iroegbu che deve abituarsi a difese sempre più focalizzate su di lui e le gravi difficoltà a rimbalzo, fase di gioco decisiva visto che Venezia ha chiuso a +19 con Horton (13) e soci implacabili anche in attacco. Anche da lì è arrivato un bel pezzo di rimonta orogranata, anche lì Varese si è dovuta arrendere. E forse è il momento di valutare un innesto da quelle parti, perché contro certe avversarie i limiti tra i lunghi (e non è una critica a chi c’è) si vedono tutti.
COLPO D’OCCHIO
Dopo i 5mila abbondanti con Napoli, la “pomeridiana” con Venezia è di nuovo un pienone con il contapersone che si ferma oltre quota 4.500. In campo si rivede Moore, recuperato dopo lo stop di Treviso e subito nel quintetto solito di Kastritis. Anche Spahija recupera un uomo, Jordan Parks: l’unico assente quindi è Bowman. Applausi sentiti e meritati per Giò De Nicolao, tenuto da Venezia per la seconda unità e in campo nonostante l’influenza.
Alviti e Renfro si riscattano in attacco. Assui e Moore, luna di picche
LA PARTITA
Q1 – I primi minuti sono già giocati ai mille all’ora: Varese sceglie l’uomo meno atteso, Renfro, terminale perfetto per gli scarichi dei compagni raddoppiati. Venezia però non sbaglia letteralmente un colpo da fuori, con Wiltjier che fa canestro e ingaggia il (prevedibile) duello con il pubblico che lo fischia. Si procede ad altissima intensità con Alviti bollente ma con Iroegbu imballato. Venezia resta praticamente sempre avanti valicando quota 30: 25-31.
Q2 – La partita ricomincia nella stessa maniera poco dopo, ma Varese è incoraggiante per come tiene botta restando incollata all’Umana con Alviti, Librizzi e Nkamhoua e alzando il volume in difesa, forzando alcune palle perse. Spahjia prova a rimettere ordine usando il secondo timeout ma si pentirà poco dopo, perché la OJM vive minuti di fuoco e il coach ospite non può più fermare il flusso. Due triple di Alviti, canestro in velocità di Moore, difesa attenta e inatteso 59-49 a metà partita.
Q3 – Finita la benzina? Non ancora: Varese riprende su ritmi altissimi anche con Stewart, Renfro segna addirittura da 3 e la Reyer fatica a respirare: 70-51 al 24′. Ma più si sale, più è rovinoso precipitare: Venezia in un amen ritorna a -10 con Valentine che aggiusta la mira dall’arco, i timeout di Kastritis non hanno effetto e prima della mezz’ora arrivano addirittura il pareggio e il sorpasso di slancio con un Wheatle scatenato. Una tripla di Stewart serve solo come sutura perché sulla sirena è 77-84 con canestro di Lever.
Kastritis: “Concesso troppo a Venezia: dobbiamo allungare i momenti buoni”
IL FINALE
Si intuisce presto che da qui non si ritornerà indietro, con il pubblico ormai spazientito per un arbitraggio che lascia diversi dubbi. Varese tira (e sbaglia, con Renfro) i primi due liberi al 32′ dopo un altro fischio mancato sulla schiacciata precedente del pivot. Ma il vero problema è che Venezia non smette di fare canestro scappando fino all’87-104 con Valentine desideroso di riscossa dopo essere stato messo in discussione. Nel finale la OJM prova a raddrizzarsi ma ci riesce solo in parte e soprattutto non ha più la forza di reagire, anche perché Assui e Moore restano confinati in panchina. Si chiude con storie tese tra Librizzi e Cole e con Horton che imbuca il 94-106 mandato all’omologazione.
OPENJOBMETIS VARESE – UMANA VENEZIA 94-106
(25-31, 59-49, 77-84)
VARESE: Iroegbu 8 (4-14, 0-1), Moore 5 (1-3, 1-4), Alviti 22 (2-3, 6-9), Nkamhoua 10 (1-3, 1-4), Renfro 20 (8-9, 1-1); Stewart 16 (4-7, 2-8), Assui (0-2), Librizzi 13 (5-6, 1-4), Ladurner, Freeman (0-1 da 3). Ne: Villa, Bergamin. All. Kastritis.
VENEZIA: Cole 18 (3-7, 2-3), Valentine 19 (2-5, 5-7), Wheatle 16 (1-3, 3-7), Wiltjer 12 (1-2, 3-8), Horton 20 (9-17); Tessitori 4 (1-1, 0-1), Lever 9 (2-3, 1-1), De Nicolao (0-1 da 3), Candi 2 (1-1, 0-3), Parks 6 (3-7, 0-1). Ne: Janelidze, Eramo. All. Spahija.
ARBITRI: Sahin, Valleriani, Miniati.
NOTE. Da 2: Va 28-53, Ve 23-46. Da 3: Va 11-30, Ve 14-32. Tl: Va 5-8, Ve 18-22. Rimbalzi: Va 33 (11 off, Stewart 7), Ve 52 (18 off., Horton 13). Assist: Va 24 (Iroegbu 8), Ve 27 (Cole 7). Perse: Va 4 (Nkamhoua 3), Ve 16 (Cole 4). Recuperate: Va 10 (Moore 5), Ve 4 (4 con 1). Usc. 5 falli: Librizzi. F. tecnico: Kastritis, Cole, Librizzi. Spettatori: 4.532.
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