In calo i contagi per l’influenza nei primi giorni del 2026: meno casi e meno accessi in ospedale

Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, la prima settimana del nuovo anno mostra un netto calo delle infezioni respiratorie acute in tutte le fasce d’età

coronavirus influenza

L’inizio del 2026 ha segnato una flessione nell’incidenza dell’influenza e delle altre infezioni respiratorie acute (ARI) in Italia. Secondo l’ultimo report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, si osserva una diminuzione dei casi sia nella popolazione generale sia negli accessi ospedalieri, complice la chiusura delle scuole e la pausa delle attività lavorative durante le festività.

Calano i contagi: effetto scuole chiuse e festività

Nella prima settimana del 2026, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute è stata di 14,1 casi per 1.000 assistiti, in calo rispetto alla settimana precedente. Un trend che si ripete ogni anno in coincidenza con la chiusura delle scuole e la riduzione delle attività sociali, che rallentano la trasmissione dei virus, soprattutto tra i più piccoli.

I bambini nella fascia 0-4 anni restano comunque la categoria più colpita, con circa 37 casi ogni 1.000 assistiti. Complessivamente, gli italiani colpiti da ARI, nella settimana a cavallo tra  2025 e 2026, sono stati 802.879.

Meno accessi ospedalieri per sindromi respiratorie

Anche sul fronte ospedaliero si registra una riduzione: gli accessi al pronto soccorso per sindromi respiratorie sono diminuiti rispetto alla stessa settimana della stagione 2024-2025. I tassi di positività per influenza restano comunque significativi: il 17% nella comunità e il 40,5% negli ospedali.

I virus più attivi: influenza, Rhinovirus e Coronavirus stagionali

L’influenza resta il virus più rilevato, sia nella popolazione generale sia nei contesti ospedalieri. A seguire, tra i virus respiratori circolanti si segnalano i Rhinovirus e i Coronavirus diversi da SARS-CoV-2.

Per quanto riguarda l’influenza, i sottotipi attualmente più diffusi sono A(H3N2) e A(H1N1)pdm09, con una prevalenza del primo sia nella comunità sia negli ospedali. Le forme gravi di influenza restano numericamente simili a quelle della passata stagione, con un dato rilevante: la maggior parte dei casi gravi riguarda persone non vaccinate.

Le analisi genetiche mostrano che i virus A(H3N2) circolanti appartengono in gran parte al subclade K, mentre i ceppi A(H1N1)pdm09 si raggruppano nel subclade D.3.1, entrambi appartenenti a cladi inclusi nella composizione del vaccino stagionale.

In Lombardia oltre 333mila assistiti dai medici sentinella

In Lombardia, dove operano 235 medici sentinella, nella settimana tra fine dicembre 2025 e inizio gennaio 2026 sono stati assistiti 333.855 pazienti. L’incidenza media è stata di 10,41 casi per 1.000 assistiti, con picchi tra i più piccoli:

  • 22 per mille nella fascia 0-4 anni
  • 6,71 per mille tra i 5 e i 14 anni
  • 12,71 per mille tra i 15 e i 24 anni
  • 12,18 per mille tra i 25 e i 44 anni
  • 10 per mille tra i 45 e i 64 anni
  • 7,61 per mille tra gli over 65

Anche in Lombardia, dunque, il calo dell’incidenza conferma la tendenza nazionale, grazie anche alla chiusura delle scuole e alla coerenza delle strategie di prevenzione messe in atto.

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Pubblicato il 12 Gennaio 2026
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