Lascia la terapia intensiva il tredicenne arrivato da Napoli in condizioni critiche e operato all’ospedale Del Ponte

Il ragazzino era arrivato il 23 dicembre scorso in pericolo di vita a causa di una massa tumorale che si estendeva dalle fosse nasali a quelle infratemporale, anteriore e media. L’operazione, di altissima complessità, eseguita con un approccio endoscopico endonasale

sala angiografica - foto di asst sette laghi

È stato dimesso dalla terapia intensiva pediatrica ed è ricoverato nel reparto diretto dal chirurgo Valerio Gentilino il tredicenne giunto con un volo dell’Aeronautica Militare da Napoli a Varese in condizioni critiche il 23 dicembre scorso.

Il giovane paziente era arrivato all‘ospedale Del Ponte in estrema urgenza, grazie a un articolato coordinamento tra le Prefetture competenti e all’impiego di un volo dell’Aeronautica Militare, con a bordo un’équipe anestesiologica dedicata. Un trasferimento reso necessario dalle condizioni cliniche particolarmente gravi, legate alla presenza di un tumore vascolare del basicranio a rapida crescita.

La massa occupava le fosse nasali ed era estesa all’orbita, alla fossa infratemporale e alle fosse craniche anteriore e media. La situazione era molto critica anche a causa di una grave epistassi, con rischio imminente per la vita.

Subito dopo l’arrivo all’ospedale pediatrico varesino, il ragazzo era stato trasferito nella sala angiografica neuroradiologica dell’Ospedale di Circolo, dove era stato sottoposto a una procedura di angiografia con embolizzazione selettiva dei vasi che alimentavano la lesione. L’intervento, fondamentale per stabilizzare il paziente e consentire la successiva operazione, era stato eseguito dal team di Neuroradiologia diretto dal dottor Andrea Giorgianni, affiancato dal dottor Francesco Alberto Vizzari.

Il giorno successivo, nelle sale operatorie dell’Ospedale di Circolo, si è svolto l’intervento chirurgico di resezione della massa. A guidare l’équipe era stato il professor Maurizio Bignami, direttore dell’Otorinolaringoiatria di Varese e docente all’Università dell’Insubria, affiancato dal dottor Luca Volpi e dalla dottoressa Francesca De Bernardi, responsabile dell’Otorinolaringoiatria pediatrica, con il supporto degli anestesisti pediatrici coordinati dal dottor Andrea Ambrosoli.

giorgianni e equipe di neuroradiologia

L’operazione, di altissima complessità, era stata eseguita con un approccio endoscopico endonasale, tecnica di cui la scuola varesina rappresenta uno dei principali riferimenti a livello nazionale, con successiva asportazione completa della massa per via orale.

Al termine dell’intervento, il tredicenne era stato ricoverato in Terapia Intensiva Pediatrica all’Ospedale Del Ponte. Nei giorni scorsi è stato dimesso dalla Terapia intensiva ed è ora seguito nel reparto di Chirurgia pediatrica, diretto dal dottor Valerio Gentilino, dove continua il percorso di cura.

Il caso conferma il ruolo dell’otorinolaringoiatria di Varese come centro di riferimento nazionale per il trattamento dei tumori del basicranio, anche in età pediatrica. Un ruolo costruito su competenze altamente specialistiche, tecnologie avanzate e una forte integrazione multidisciplinare, che ha attirato negli ultimi anni pazienti da diverse regioni italiane.

«La chirurgia del basicranio – sottolinea il professor Maurizio Bignami – richiede non solo un’elevata specializzazione tecnica, ma anche una visione organizzativa e culturale condivisa. È dall’integrazione delle diverse competenze che nascono risultati come questo, che ci permettono di affrontare casi estremamente complessi, anche in urgenza e in età pediatrica, offrendo percorsi di cura avanzati e personalizzati».

Un risultato reso possibile dal lavoro coordinato di chirurghi, anestesisti, neuroradiologi, infermieri e direzioni sanitarie, oltre alla collaborazione con i colleghi dell’Ospedale Santo Bono di Napoli, che hanno seguito e supportato il delicato trasferimento del giovane paziente.

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Pubblicato il 08 Gennaio 2026
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