L’assenza dei medici pensionati mette in crisi i reparti: Pellicini presenta un emendamento per salvare i Pronto Soccorso

In attesa del via libera parlamentare, si chiedono soluzioni urgenti a livello locale per garantire la continuità dei servizi sanitari

ospedale

Un emendamento al decreto Milleproroghe per consentire agli ospedali di continuare a impiegare medici in pensione: è la proposta presentata dal deputato varesino Andrea Pellicini, insieme all’onorevole Luciano Ciocchetti di Fratelli d’Italia.

L’iniziativa nasce in risposta alla crescente difficoltà organizzativa vissuta da diverse strutture sanitarie del territorio, in particolare negli ospedali della ASST Sette Laghi, dove dal 1° gennaio 2026 non è più possibile contare sul contributo dei medici in quiescenza.

Cosa è successo con i medici in pensione

Il problema a cui la politica cerca di fare fronte è determinato dalla scadenza di una deroga. Per far fronte alla grave carenza di personale e all’emergenza sanitaria, infatti, il Governo aveva introdotto delle deroghe che permettevano alle strutture pubbliche di conferire incarichi di lavoro autonomo a medici già in pensione. Queste deroghe erano temporanee e avevano una data di scadenza fissata, per l’appunto, al 31 dicembre 2025. Senza un nuovo intervento legislativo (come quello proposto nell’emendamento di Pellicini e altre iniziative parlamentari in corso), gli ospedali non hanno più la base legale per rinnovare tali contratti.

“Una risorsa preziosa per i presidi periferici”

«Come già evidenziato dal dottor Franco Compagnoni – ricorda Pellicini – l’esigenza è impellente. I medici pensionati, oggi liberi professionisti, hanno rappresentato fino al 31 dicembre 2025 un supporto essenziale per la tenuta dei servizi». A subire maggiormente l’assenza di questi professionisti sono i piccoli presidi, dove il loro apporto è stato determinante in reparti come il Pronto Soccorso e l’Ortopedia, garantendo la funzionalità delle sale operatorie e la copertura dei turni.

Turni sotto pressione e rischio per i servizi

La mancata proroga dei contratti ha portato a un sovraccarico di lavoro per il personale in servizio: «Turnazioni ravvicinate e difficilmente sostenibili – spiega Pellicini – rischiano di compromettere l’attenzione clinica richiesta quotidianamente, specialmente nei contesti dell’emergenza-urgenza». Un’emergenza silenziosa che potrebbe peggiorare nei prossimi mesi, se non verranno adottate soluzioni tempestive.

Nell’attesa che il percorso parlamentare dell’emendamento si concluda, Pellicini auspica che vengano già attivate a livello locale soluzioni organizzative e amministrative per garantire la continuità del servizio pubblico: «Soprattutto nei presidi periferici, dove ogni assenza pesa di più».

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Pubblicato il 22 Gennaio 2026
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