L’hockey su rotelle cerca un posto per tornare a casa: Michael lancia la sfida degli Sloth Pioneers
Fondata a Cazzago una nuova società per riportare i pattini in provincia. Il progetto punta alla riqualificazione di una pista esistente senza togliere spazio al basket: «Dopo la chiusura di Brebbia, il campo più vicino è a Milano. Vogliamo colmare questo vuoto»
L’hockey su rotelle è parte di una storia condivisa che rischia di andare perduta. Ne è convinto Michael Aprile, ventiseienne di Cazzago Brabbia: l’hockey su rotelle è una passione che merita un presente e, soprattutto, uno spazio fisico dove poter crescere. Per questo, insieme a un piccolo gruppo di quattro persone, ha deciso di fondare la ASD Sloth Pioneers.
Tra i soci fondatori spicca il nome di Giorgio Margutti, ottantaseienne colonna storica dello sport locale e fondatore della Don Bosco Calcio, che ha sposato con entusiasmo l’iniziativa del nipote diventandone socio onorario.
Il progetto nasce da una necessità concreta e da una constatazione amara per tutti gli atleti del territorio. «Siamo una realtà nuova – spiega Michael Aprile – e sentivamo il bisogno di creare qualcosa che promuovesse attivamente questo sport. Dopo la chiusura delle piscine di Brebbia, unico impianto in cui era possibile praticare questo sport, si è creato un vuoto difficile da colmare: attualmente il campo più vicino per praticare hockey su rotelle è a Milano, una distanza che scoraggia molti giovani e penalizza tutto il movimento locale». Da qui l’idea di guardare a ciò che già esiste, cercando di ridare vita a strutture che hanno solo bisogno di nuova energia per tornare a rivitalizzarsi.
L’obiettivo degli Sloth Pioneers è ora puntato su una pista della zona che in passato aveva già ospitato l’hockey, ma che negli ultimi anni è diventata esclusivamente un campo da basket. La proposta presentata dalla società è un modello di “convivenza”. «Stiamo trattando con il sindaco per prendere in gestione l’area – racconta Michael – ma la nostra intenzione è molto chiara: non vogliamo assolutamente togliere i canestri. Il nostro obiettivo è riabilitare la pista per l’hockey in modo da renderla idonea ai pattini, mantenendo però la possibilità di giocare a basket. Crediamo che la condivisione degli spazi sia il valore aggiunto».
La tempistica della presentazione non è affatto casuale: «Quale momento migliore per parlare della nostra società e dei nostri progetti se non la vigilia delle Olimpiadi? – spiega Michael – È il periodo in cui l’attenzione per ogni sport è massima e vogliamo che la nostra voce arrivi forte a chiunque abbia voglia di rimettersi in gioco». Con l’esperienza di nonno Giorgio a fare da garante e l’energia di Michael al timone, la ASD Sloth Pioneers si prepara a pattinare verso una nuova stagione che profuma di rinascita. La sfida è aperta: riportare l’hockey, non solo quello su ghiaccio, lì dove è sempre stato, tra la gente e a due passi da casa.
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