“Prima di morire”: Marco Simoncelli si fa cantautore e fotografa il nostro presente con un album sincero e ironico
Il disco è stato presentato venerdì 16 gennaio a Materia, la sede di VareseNews a Castronno, in un incontro dal tono intimo e coinvolgente, moderato da Aldo Pedron, storico critico musicale
Un disco nato da una crisi personale, che diventa occasione per dire qualcosa di vero. Con Prima di morire, Marco Simoncelli – cantautore e musicista di Legnano – cambia pelle e pubblica il suo primo album interamente in italiano. Otto brani intensi, scritti di getto in un momento di rottura, che mescolano ironia, disincanto e denuncia sociale, senza perdere l’equilibrio di chi ha la musica nel sangue.
Il disco è stato presentato venerdì 16 gennaio a Materia, la sede di VareseNews a Castronno, in un incontro dal tono intimo e coinvolgente, moderato da Aldo Pedron, storico critico musicale. Tra racconti, risate, riflessioni e qualche battuta pungente, Simoncelli ha portato il pubblico dentro le sue canzoni, alternando parole e note, spiegando il senso profondo di un lavoro che nasce da una ferita e diventa occasione creativa.
Un disco nato dalla pancia
«È successo tutto in fretta – ha raccontato Simoncelli –. Dopo aver perso il lavoro da manager, mi sono ritrovato con del tempo e tanta rabbia. Così ho scritto otto canzoni in italiano, quasi tutte in una settimana. Avevo bisogno di sfogarmi: contro la politica, la guerra, i social, la musica di plastica». Un cambiamento netto per l’artista, che fino a quel momento aveva scritto e cantato in inglese.
Prima di morire segna così il passaggio dal pop d’autore in lingua straniera a un cantautorato tutto italiano, denso di riferimenti – dichiarati – a Lucio Dalla, De André e altri grandi della musica italiana. Ma senza imitazioni: Simoncelli riesce a costruire un linguaggio proprio, fatto di immagini evocative, giochi metrici e ironia.

Una produzione curata e ricca di collaborazioni
Il disco è stato prodotto da Antonio Chindamo (già al lavoro con Gabbani e colonne sonore cinematografiche), che inizialmente avrebbe dovuto solo offrire lo studio, ma si è appassionato al progetto fino a prenderlo in carico in prima persona. Con lui, una squadra di musicisti d’eccezione: dalla sezione d’archi alla batteria, fino al basso suonato dal figlio Lorenzo Simoncelli.
Gli arrangiamenti sono curati e ricchi, con archi, cori, inserti jazz e qualche incursione funky.
Ironia e disincanto: i testi
I testi sono il cuore dell’album. Simoncelli non si nasconde e racconta il mondo con uno sguardo disilluso ma mai cinico. Tra le tracce più emblematiche, “Natale triste”, scritta tre anni fa ma rimasta nel cassetto fino ad oggi, è un brano amaro e sarcastico che denuncia l’ipocrisia di certe feste. E poi “Fra Martino”, filastrocca rivisitata in chiave satirica, che unisce semplicità musicale e testi pungenti: «Anche oggi si risveglia la città dei coglioni / io non voglio recitare la mia parte sui social».
L’album si presenta quasi come un concept, un racconto coerente che parte da una crisi personale per allargarsi a una visione più ampia del mondo contemporaneo. L’ironia è lo strumento con cui Simoncelli scava nelle contraddizioni della società: «La rima mi viene naturale – ha detto –. Mi hanno fatto odiare la metrica al liceo, poi l’ho riscoperta e adesso mi ci diverto. Scrivere in metrica è come risolvere un rompicapo».
Un lavoro indipendente e autentico
Prima di morire è stato realizzato in piena indipendenza, anche nella parte grafica. La copertina, firmata da Renzo Chiesa (fotografo iconico per Lucio Dalla e molti altri), è nata da un incontro fortuito e si lega simbolicamente al produttore Chindamo, che negli anni Ottanta era proprio l’assistente di studio dove fu scattata la famosa foto di Dalla. Una sorta di chiusura del cerchio, che unisce generazioni e storie diverse.
Le note di copertina sono state scritte da Fabio Villa e, con una sorpresa, anche da Iva Zanicchi, suocera dell’artista ma soprattutto fan convinta del progetto.
Prossimi appuntamenti
Dopo la presentazione a Materia, Simoncelli porterà il disco in giro per l’Italia. Tra i prossimi appuntamenti:
17 gennaio a Gallarate presso il negozio di dischi Carrù, uno degli ultimi baluardi del vinile in provincia
19 gennaio alla Corte dei Miracoli a Milano.
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