“Una nuova regia regionale”, Regione Lombardia approva la riforma del trasporto pubblico locale

Approva la revisione della legge del 2012 con 45 voti a favore: stanziati 200 milioni di euro per riqualificare le fermate e potenziare la sicurezza

palazzo regione lombardia

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, con 45 voti favorevoli e 21 contrari, la riforma del trasporto pubblico locale, che aggiorna la disciplina del settore ferma al 2012. Il provvedimento ridefinisce la governance del comparto, puntando su una gestione centralizzata e su massicci investimenti per l’innovazione tecnologica e la sicurezza di passeggeri e personale.

Il relatore della legge, Marco Bestetti, ha chiarito la visione politica alla base del testo: «Questa riforma segna il passaggio da un sistema frammentato a un modello di mobilità integrata dove la Regione riprende la sua funzione naturale di regia strategica. La scelta della Regione di uscire dalle Agenzie del TPL non rappresenta affatto un depotenziamento, ma una mossa politica precisa per rafforzare le funzioni di programmazione e controllo in capo all’ente regionale».

Secondo la nuova normativa, la Regione Lombardia potrà emettere direttive vincolanti per assicurare standard qualitativi elevati. «Nelle agenzie, la Regione aveva appena il 10 per cento. Con una regia regionale, potremo emettere direttive vincolanti per garantire standard omogenei di qualità e tecnologia: chi gestisce il servizio pubblico dovrà garantire parametri precisi a favore dei cittadini, assicurando trasparenza ed efficienza su tutto il territorio regionale attraverso un piano industriale da 200 milioni di euro» ha aggiunto Bestetti.

Il piano economico prevede 105,9 milioni di euro tra il 2026 e il 2029 per la riqualificazione delle fermate. «L’obiettivo è trasformare le aree di attesa in spazi sicuri e funzionali. A questo si aggiungono 19,55 milioni di euro per la bigliettazione digitale e 8 milioni per l’informazione all’utenza, oltre a 67,8 milioni per i servizi integrativi ferro-gomma che garantiranno collegamenti certi anche dove il treno non arriva» ha sottolineato il relatore.

TAXI, NCC E GESTIONE DELLA NAVIGAZIONE

Specifiche norme riguardano i servizi Taxi (conferma della Commissione consultiva fino all’adeguamento annuale obbligatorio delle tariffe per i tassisti), mentre per i servizi NCC (noleggio con conducente) è previsto che il contingentamento delle autorizzazioni venga programmato dalla Regione. La legge prevede che «l’esercizio dei servizi taxi e noleggio con conducente (NCC) sia consentito solo a soggetti iscritti al ruolo di conducente (art. 6 Legge 21/1992) istituito presso la Camera di Commercio della provincia nella quale si trova il Comune che ha rilasciato la licenza taxi o l’autorizzazione NCC». Chi ha riportato condanne per reati gravi, violenze o traffico di stupefacenti non potrà più ottenere l’idoneità. La Giunta mantiene la competenza e il controllo sul servizio di noleggio con conducente facendosi garante sia per gli operatori che per gli utenti: i Comuni dovranno, infatti, richiedere alla Giunta la possibilità di emettere nuove autorizzazioni.

La riforma pone un focus specifico sulla sicurezza: istituisce il Tavolo permanente per la sicurezza nel trasporto pubblico regionale e locale con funzioni di consultazione, coordinamento e proposta in materia di sicurezza dei passeggeri e del personale e di prevenzione e constato di episodi di violenza e vandalismo; introduce la sperimentazione del modello operativo FS Security, che prevede la dotazione di bodycam al personale, nelle stazioni e sulle tratte ferroviarie regionali a rischio; consente ai rappresentanti delle Forze dell’ordine, delle Forza armate e della Polizia Locale la possibilità di circolare a condizioni agevolate sui mezzi di trasporto pubblico regionale e locale.

Importanti novità anche per la gestione del demanio lacuale e della navigazione, con l’introduzione dell’obbligo di gestione associata delle funzioni attraverso le Autorità di bacino, con nuove regole di trasparenza e riparto dei proventi, mentre ai Comuni di Milano e Pavia è affidata la gestione dei porti sui Navigli storici.

FRATELLI D’ITALIA: “REGIONE LOMBARDIA TORNA A ESSERE IL CENTRO DI PROGRAMMAZIONE “

«La vera svolta di questa legge risiede nel cambio di paradigma della governance – dichiarano i varesini Romana Dell’Erba e Luigi Zocchi -. L’uscita della Regione dalle singole Agenzie del TPL non è un passo indietro – ribadiscono – ma una precisa scelta politica per riaffermare una regia regionale autorevole. Nelle agenzie la nostra partecipazione era ferma al 10%, un peso troppo esiguo per incidere davvero. Oggi la Regione torna a essere il centro della programmazione e del controllo: emetteremo direttive vincolanti per imporre ai gestori standard di qualità, puntualità e tecnologia uniformi in ogni provincia. Non ci saranno più cittadini di serie A e di serie B: l’efficienza deve essere garantita ovunque».

IL DIBATTITO IN AULA

Giudizio negativo è stato espresso da Emilio Del Bono (PD), Nicola Di Marco (M5Stelle), Gianmario Fragomeli (PD), Pierfrancesco Majorino (PD), Simone Negri (PD), Lisa Noja (Italia Viva), Michela Palestra (Patto Civico), Luigi Ponti (PD), Onorio Rosati (AVS), Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) che hanno definito la legge «un’occasione persa» e «una ritirata strategica» da parte Regione Lombardia verso Agenzie TPL.

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Pubblicato il 15 Gennaio 2026
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