Viaggi, leggende e musica: Davide Van De Sfroos commuove Varese nel concerto dedicato al “Baffo”
La tappa d'esordio del tour 2026 con la Folkestra è coincisa con il giorno del funerale di Paolo Bono: fan, amico e braccio destro del cantautore laghee. «Senza la sua forza non avrei mai potuto affrontare questo concerto»
Ogni esordio è di per sé speciale. Figuriamoci se si tratta di un nuovo tour, aperto non solo ai fedelissimi della propria band ma allargato a un’orchestra giovane con cui condividere il palco di un teatro. Ma l’esordio della tournée 2026 di Davide Van De Sfroos insieme a Folkestra – al Teatro Intred di Varese – ha assunto una valenza ancora maggiore, sentita. Da brividi. Foto: Raffaele Della Pace
Poche ore prima del concerto, Davide Bernasconi ha dato l’addio a una delle persone a lui più vicine fin dall’inizio della carriera, Paolo Bono, “il Baffo“. Il fondatore, con la moglie Marina, del sito Cauboi, il tuttofare sempre presente accanto a De Sfroos, per sistemare una chitarra o indicare un parcheggio, per passare un asciugamano o per offrire uno spuntino o qualcosa da bere nel retropalco. Per qualsiasi necessità, come un angelo custode.
Davide ha cantato per due ore davanti al tutto esaurito di Varese – c’era anche Giancarlo Giorgetti, non in versione ministeriale ma da semplice appassionato – cucendo con le sue frasi lo spazio tra le canzoni. E solo alla fine, prima dei bis, si è lasciato andare in un ricordo commosso del “Baffo”. «Questa sera è dedicata al Paolo, a Marina, a suo figlio Simone, al suo spirito. Potete immaginare quanto questo lavoro possa essere potente e anche tremendo: nel giorno del suo congedo da questa “dimensione” io mi trovo qui a dover fare musica, su un palco dove abbiamo provato per diversi album e diversi tour. Perché? Perché altrimenti mi arriverebbe un fulmine da lassù».
E ancora: «Immaginate la fatica nelle prove, il magone ad ogni parola che me lo ricordava, a ogni canzone che ricordava un evento, una storia. Il groppo alla gola, la distruzione, la distrazione e mi sono detto “Non è possibile”. Poi oggi sono andato a trovarlo e mi ha trasferito una pace o qualcosa che ancora io non so decifrare. E non vado oltre perché sto parlando di qualcosa di ormai sacro».
Il concerto, nel frattempo, era corso via mantenendo le promesse e le premesse della vigilia, che proprio Davide aveva rivelato nell’intervista concessa alla nostra Adelia Brigo su VareseNews. La dimensione teatrale e la presenza di un’orchestra giovane e appassionata hanno permesso di rimodulare la scaletta, ripescare alcune canzoni con una serie di arrangiamenti rivisitati.
E così, Davide e la Folkestra hanno iniziato a raccontare storie di personaggi e di viaggi, destini incrociati e leggende. E tanti mondi legati all’acqua: quello del Fendin e della sua barca maledetta, quello di Breva e Tivan, l’Aquaduulza dal cui album omonimo sono state tratte anche altre ballate eseguite nel corso del concerto (Madame Falena, El fantasma dul Zio Gaetan ma anche Nona Lucia che ha dato il via alle danze). La cornice teatrale ha favorito qualche pezzo lento in più rispetto ai concerti nei campi sportivi e nei palazzetti, con Davide e la band sempre però attenti a rimettere ritmo e a sorprendere con la versione potente del già citato Fendin, quella coinvolgente del Carneval de Schignan o ancora quella con toni epici del Cavaliere senza morte.
Ma forse, se possiamo permetterci un giudizio personale, il brano più centrato, originale e riuscito è stato il caro, vecchio Sügamara, introdotto e chiuso da ritmi caraibici e sempre spiazzante nel raccontare le vicende del personaggio che dà vita a quella che fu la seconda traccia di … E semm partii. Sono passati venticinque anni da allora, un arco temporale notevole sempre con “il Baffo” accanto a Davide. «Senza la sua forza non avrei mai potuto affrontare questa serata. Ma se ce l’ho fatta, è perché qualcosa è successo». Il pubblico ascolta in un silenzio commovente e partecipe. Poi arrivano la Curiera e la Balera a chiudere la notte, e anche il Baffo, lassù, si sarà concesso un ballo.
Con Van De Sfroos dietro le quinte del suo nuovo tour teatrale. La prima data a Varese
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Superati i 3 milioni di presenze: turismo in crescita nel Varesotto e Varese Welcome lancia nuove idee
Felice su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336
fratetoc su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336
Andrea Camurani su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
Bustocco-71 su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
PaoloFilterfree su “Ho sfiorato il cielo”: Paolo De Chiesa racconta la sua vita dalle vittorie sugli sci al colpo di pistola al volto














Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.