A Gallarate davanti alla protesta dei genitori degli asili si apre uno spiraglio su più fondi
Centinaia di genitori e lavoratrici in aula. Il Cda ammette errori, il sindaco parla di “poteri paralleli”, poi apre a una soluzione-ponte di fronte alla situazione che si è creata. “Ma poi la Fondazione deve essere autonoma”
Sala piena, in trecento e passa – tra genitori, nonni e dipendenti – hanno fatto sentire la loro voce nella serata in aula consiliare dedicata alla delicata situazione della Fondazione Scuole Materne.
Un confronto animato, che in parte ha ripercorso e messo in fila elementi che erano già emersi nell’ultima settimana, sui due “fronti”: da un lato le richieste dei genitori, dall’altra gli elementi di debolezza (taglio del contributo, meno iscritti, costi del personale) che il Cda e l’amministrazione comunale hanno citato alla base della decisione di aumentare le tariffe e di rinunciare alle sezioni Primavera.
C’è però un dato che è nuovo e sostanziale: la maggioranza sta pensando di correre ai ripari, almeno per quest’anno, a fronte del clamore che c’è stato e anche di una serie di errori alla fine ammessi, primo tra tutti quegli open day delle Sezioni Primavera che si sono tradotti in nuove iscrizioni da parte delle famiglie, fino a pochi giorni prima della “sospensione del servizio” annunciata a ciel sereno.
Dicevamo: c’è un’ipotesi di contributo aggiuntivo alla Fondazione.
Il sindaco Cassani l’ha detta così: «L’amministrazione ha investito milioni di euro negli anni, possiamo permetterci per un anno di metterne centomila euro, ma la direzione è quella: la Fondazione deve andare verso l’autonomia finanziaria ed economica».
In sostanza: intervento straordinario, ma solo per quest’anno, poi deve andare il “nuovo corso” con contributo ridotto deve andare a regime e si deve aumentare la compartecipazione delle famiglie (uguale: rette più alte), spostando i costi dal bilancio comunale alle tasche di chi usufruisce il servizio.
Il prossimo passaggio in consiglio comunale
Il finanziamento aggiuntivo – essendo uno stanziamento di risorse – deve passare dal consiglio comunale, già fissato per lunedì 9 febbraio.
Giovedì 5 ci sarà una riunione per fare il punto in maggioranza (Lega, Lista Cassani, Fratelli d’Italia, Centro Popolare Gallarate). Non tutti sarebbero del tutto d’accordo sul messaggio che passa, il “passo indietro” rispetto all’autonomia della Fondazione richiesta, però è credibile che si troverà un accordo. Almeno una parte della maggioranza chiede l’azzeramento del Cda, come segnale.
Quanto all’opposizione di centrosinistra, già a dicembre aveva avanzato la proposta (respinta) per un maggiore stanziamento, quindi il centrosinistra dovrebbe essere d’accordo.
Il sindaco, il Cda e le accuse al “potere parallelo”
Quanto al resto dell’assemblea, il sindaco Andrea Cassani nel suo primo intervento ripercorso alcune criticità strutturali. Sulle sezioni Primavera ha rimandato la responsabilità alla struttura della Fondazione, «la procedura è stata errata». Ha ricordato che alla base c’è l’indisponibilità per ragioni urbanistiche di tre strutture su quattro (solo Madonna in Campagna potrebbe legalmente mantenere la Primavera). Ha rimandato appunto la responsabilità alla Fondazione che solo al 31 ottobre 2025 avrebbe consegnato la documentazione urbanistica richiesta.
Se l’amministrazione ha rimandato alla Fondazione (il cui Cda è nominato dal sindaco) alcune responsabilità, è stato chiaro anche in questa sede che Cassani se la prende soprattutto con la struttura interna. È stato molto duro, parlando di un «potere parallelo al Cda». Una riedizione della “manina” evocata in parlamento, rispetto a cui ha detto che «qualcuno dovrà darne spiegazione non solo al sottoscritto».
Le scuse del Cda
Il presidente della Fondazione, Marco Castoldi, ha aperto il suo intervento con delle scuse: «Il Cda deve scusarsi, soprattutto per la comunicazione. Il periodo in cui sono state prese alcune decisioni è stato complicato per le famiglie», ha detto ripetendo le parole dei giorni scorsi. Castoldi ha richiamato la riduzione dei contributi e ammesso limiti nel coinvolgimento dei genitori, spiegando che gli era stato riferito dell’esistenza di un comitato scuola.
Castoldi ha ricordato più volte che il Cda è fatto da volontari non retribuito, una ammissione delle difficoltà avute fin qui (di cui però non si era mai detto prima.
Sul fronte economico, l’assessore al bilancio Corrado Canziani ha parlato di una situazione sempre più critica: «Il fondo di dotazione si sta esaurendo e il patrimonio netto si sta erodendo». Parole che hanno alimentato le preoccupazioni della platea. Una madre ha contestato l’imprevedibilità della crisi, in particolare rispetto all’impatto economico del rinnovo del contratto nazionale di lavoro. «Non può essere stata una doccia fredda», ha osservato una madre. Canziani ha risposto che i fondi non sono stati accantonati «perché non c’erano risorse».
Critico anche l’intervento del sindacalista Lenzi della Fp Cgil: «All’ultimo Cda la situazione non è stata descritta in modo così disastroso. Così si rischia di creare le condizioni per esuberi». Lenzi ha inoltre contestato il taglio alle sezioni Primavera, ritenute tra le più redditizie. Una tesi respinta dal sindaco: «I numeri di iscritti e il rapporto maestre/bambini dimostrano che non lo sono affatto».
In sostanza: le sezioni Primavera sono considerate una perdita e non un guadagno, dal punto di vista strettamente economico.
“Serve un piano vero”
L’assessora all’istruzione Claudia Mazzetti ha sottolineato la necessità dell’incontro: «Questa riunione era necessaria per aprire una fase di confronto».
«Questa sera abbiamo sentito ammettere che ci sono stati errori nella gestione da parte del Cda» commentano i genitori a fine serata. «Però, invece di presentare un piano serio per rimediare e rilanciare il servizio, si è scelto di aumentare le rette, facendo pagare il conto direttamente ai genitori. È una scelta che riteniamo ingiusta: gli asili sono un servizio educativo e sociale fondamentale, non un buco di bilancio da tappare sulle spalle delle famiglie. Senza un piano industriale vero, questi aumenti sembrano solo una toppa messa in fretta».
Per ora la scelta – a sentir Cassani, dicevamo – è quella di intervenire per un anno con fondi straordinari. Ma per un anno soltanto. Per mettere le pezze in una situazione che ha inanellato troppi errori.
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