Biglietti promessi e poi “spariti”: amaro risveglio per le scuole di Busto dopo il successo ai concorsi olimpici

Dure segnalazioni dai genitori degli istituti Bertacchi e Pontida: dopo aver vinto i premi per assistere all'hockey femminile, le scuole hanno dovuto annullare le uscite per il silenzio delle istituzioni: "Messaggio devastante per i minori"

Generico 02 Feb 2026

Quella che doveva essere un’esperienza indimenticabile, da raccontare una volta diventati adulti, si è trasformata in una “brutta sorpresa” e in una profonda lezione di sfiducia nelle istituzioni.

È grande l’amarezza che regna in queste ore tra le famiglie di due scuole di Busto Arsizio, i cui alunni avrebbero dovuto assistere alla partita di hockey su ghiaccio femminile Francia-Giappone in programma il 6 febbraio presso il palazzetto di Rho, nell’ambito delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

Il caso della scuola media Bellotti (Istituto Bertacchi) – Secondo quanto denunciato da un genitore dell’istituto, Alessandro Pagani, 24 dodicenni di una classe seconda media erano stati selezionati per partecipare all’evento internazionale. Dopo l’entusiasmo iniziale alimentato dalle famiglie e dalla scuola stessa, è arrivata la doccia fredda: una circolare interna ha annunciato l’annullamento della partecipazione.

La motivazione risiederebbe nel “totale silenzio” delle istituzioni che avevano promosso l’iniziativa. Nonostante i contatti avviati dalla scuola con la Fondazione Milano Cortina, l’Ufficio Ticketing e il Dipartimento di Educazione Fisica del Ministero, non è giunto alcun riscontro definitivo per l’erogazione dei biglietti promessi. “Si è consumata una brutta figura”, scrive il padre, auspicando un rimedio tardivo che non spinga i ragazzi a “dubitare delle Istituzioni in così tenera età”.

Il Plesso Pontida: “Un concorso vinto e poi cancellato” – Ancora più netta la posizione del Comitato Genitori del Plesso Pontida, espressa dalla presidente Selene Paganini. In questo caso, due classi di quarta elementare avevano regolarmente vinto un concorso che metteva in palio proprio i biglietti per la sfida olimpica di venerdì 6 febbraio.

Non si trattava di una semplice ipotesi: sulla base della vincita comunicata, la scuola aveva già organizzato l’uscita didattica. Tuttavia, a pochi giorni dall’evento, è giunta la comunicazione che l’istituto non risultava nell’elenco definitivo degli assegnatari: «Un messaggio sbagliato dato a dei minori: che anche quando si vince, anche quando si rispettano le regole, le promesse possono essere ritirate senza conseguenze», commenta la presidente del Comitato Genitori.

Le richieste di chiarimento

Per i genitori non si tratta di un semplice disguido, ma di “superficialità e assenza di responsabilità” da parte degli adulti e dei soggetti organizzatori. Mentre si parla di monitorare future disponibilità o soluzioni alternative, l’evento olimpico è ormai sfumato, lasciando i bambini con una delusione definita “devastante dal punto di vista educativo”.

Le famiglie chiedono ora chiarimenti pubblici e una seria assunzione di responsabilità da parte della Fondazione e degli uffici competenti, affinché lo “spirito olimpico” non rimanga solo uno slogan sulla carta.

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Pubblicato il 07 Febbraio 2026
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