Con il crollo della “Turascia”, se ne va un’altra testimonianza del castello di Corgeno
Dell'antica fortificazione medievale (probabilmente già in rovina alla fine del XV secolo) resta ormai molto poco, ma i reperti situati accanto alla Chiesa di San Giorgio raccontano il passato della piccola frazione di Vergiate
Il crollo di una parete dell’antica torre accanto alla Chiesa di San Giorgio a Corgeno ha riacceso l’attenzione per le condizioni dei resti dell’edificio: una delle poche testimonianze architettoniche dell’esistenza della fortificazione medievale che un tempo sorgeva nella piccola frazione di Vergiate, poco distante dalla riva del Lago di Comabbio.
Un tuffo nel passato, fino ai romani
La “Turascia” (come la chiamano con affetto gli abitanti di Corgeno) è un simbolo del paese, ma allo stesso tempo è anche una finestra su un passato lontano, di cui restano ormai pochissime tracce.
Come rivelavano lo storico Marco Tamborini e l’archivista Maryse Ribolzi, autori del volume dedicato alla storia di Vergiate pubblicato dal Comune nel 2010, il documento più antico in cui compare il nome di Corgeno è un atto relativo a Varano del 1240. Alcuni frammenti di embrici (un tipo di tegole in laterizio) ritrovati all’interno dei muri della torre, avvalorano però la tesi che nel territorio di Corgeno o nelle vicinanze esistesse addirittura un insediamento tardo-romano.

Quello che rimane della fortificazione medievale
La struttura della torre è comunque chiaramente medievale. Come spiegava l’archeologo varesino Mario Bertolone negli anni Trenta (citato nel libro di Tamborini e Ribolzi), la sua struttura muraria «è quella comune a tutte le torri e fortilizi dell’alto medioevo, cioè pietrame e bocce di fiume affogate nella malta di calce, disposti in filari regolari».
Fino alla metà del Novecento, la “Turascia” non era l’unica parte di fortificazione sopravvissuta. Esisteva infatti un’altra torre, più a nord, probabilmente collegata alla “Turascia” da delle mura, di cui però erano rimaste solamente le fondamenta. Le fondamenta delle mura sono state rimosse negli anni Sessanta durante alcuni lavori. Oggi, alcuni materiali edili recuperati dai resti della fortificazione si possono trovare nel basamento del campanile romanico della Chiesa di San GIorgio.
Il futuro della “Turascia”
Nonostante sia certo che l’antica fortificazione di Corgeno fosse già in rovina da almeno mezzo millennio, lo stato di deterioramento della “Turascia” non ha mai eroso l’affetto che generazioni di corgenesi provano nei suoi confronti. Tempo fa, la Parrocchia aveva rimosso le piante infestanti che ne ricoprivano le pareti, ma – come ha ricordato il parroco don Fabrizio Crotta – per consolidare la torre sarebbero serviti interventi più strutturati, impossibili da sostenere per la parrocchia.
Ora la parrocchia sta dialogando con la Curia e la Soprintendenza dei beni culturali per decidere il destino della “Turascia” e ha lanciato un appello ai cittadini che vorrebbero contribuire al recupero della struttura.
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