Creatività, impegno e cultura: il liceo Frattini di Varese raccontato dagli studenti
Le rappresentanti Frida De Facci, Maria Serenelli, Anita Ferrari e Valeria Iserni alla trasmissione "Che scuola fai?" raccontano la vita di questa comunità "che può apparire strana a chi guarda da fuori". Tra gli spazi preferiti c'è il "Bronx"
Al liceo artistico Frattini di Varese la creatività non è solo una materia, ma un modo di vivere la scuola ogni giorno, tra corridoi pieni di opere, laboratori oversize e progetti che escono dalle aule per diventare spettacoli teatrali o carri di Carnevale. Ospiti della puntata di “Che Scuola fai?” mercoledì 4 febbraio a Radio Materia, le rappresentanti degli studenti Frida De Facci, Maria Serenelli, Anita Ferrari e Valeria Iserni raccontano la vita al liceo artistico.
Una scuola “strana” solo vista da fuori
Gli studenti e le studentesse del Frattini sono soprannominati “frattiniani”. Fuori da scuola vengono spesso percepiti come “strani”: capelli colorati, abiti originali, casse con la musica accese già davanti al cancello.
«Dentro, però, – raccontano – l’ambiente è molto inclusivo, dove “ci sono tutti i tipi di persone”, ci si sente parte di una grande famiglia e ci si conosce quasi tutti per nome, grazie al biennio comune e al continuo incrociarsi nei corridoi».
Le materie scientifiche restano la “bestia nera” – soprattutto fisica e matematica – mentre filosofia, italiano e le discipline artistiche sono il terreno naturale in cui molti trovano il proprio equilibrio.
Laboratori, Bronx e spazi del cuore
Il cuore del Frattini sono i laboratori: ogni indirizzo ha circa 12 ore settimanali dedicate alle materie artistiche di indirizzo a seconda dei percorsi. Scenografia viene descritta come l’indirizzo “più completo”: si progetta su carta e poi si costruisce, passando dai modellini alle vere scenografie teatrali. Le rappresentanti hanno curato la scenografia di uno spettacolo “Una donna sola”, portando in scena il lavoro di mesi e sperimentando per la prima volta la soddisfazione di vedere le proprie idee diventare scenografia reale.
Lo spazio simbolo è il “Bronx”, laboratorio dove si affrontano i lavori “giganti”, come i carri del Carnevale di Malnate dello scorso anno. Altri luoghi del cuore sono il giardino con le panchine dove a volte si tengono le lezioni all’aperto, l’atrio che accoglie i lavori degli studenti come in una piccola galleria, e soprattutto il “secondo piano”, famoso per i bagni decorati da citazioni di canzoni, meme e disegni, diventati spontaneamente uno spazio di socialità e confessioni.
Vita scolastica intensa ma gestibile
Il Frattini è una scuola in cui si lavora molto anche fuori orario: cartelline oversize, tavole da finire di notte, materiali da portare su bus e treni al punto che “sui pullman ci odiano”, scherzano le studentesse.
Nonostante l’impegno, tutte raccontano di riuscire a conciliare studio, progetti artistici e vita sociale: c’è chi studia in modo costante ogni giorno, chi si concentra soprattutto prima di verifiche e interrogazioni, chi alterna “picchi” di studio a momenti più leggeri. Molto tempo a casa è dedicato ai lavori di indirizzo, soprattutto al biennio, quando si costruiscono le basi tecniche; parallelamente, molti portano avanti sport e hobby, dimostrando che un liceo artistico può essere esigente ma compatibile con una vita piena.
Palestra carente e progetti di rilievo
Se i laboratori sono il punto di forza, il tallone d’Achille è la palestra: il liceo non ha ancora un proprio impianto sportivo e le classi si spostano a piedi al vicino Campus per educazione fisica, trasformando la salita verso la palestra in una sorta di “riscaldamento obbligato”. I lavori per la nuova palestra, finanziati con fondi PNRR, sono stati avviati con l’obiettivo di completare il polo scolastico di Masnago e offrire uno spazio utilizzabile anche dalle associazioni sportive del territorio.
Sul fronte dei progetti, il Frattini è abituato a misurarsi col territorio: oltre ai carri di Carnevale e alle scenografie teatrali, la scuola riempie corridoi e spazi comuni di lavori di studenti di diverse generazioni, tanto che entrare nell’edificio viene descritto come entrare in una galleria d’arte in continua trasformazione.
L’ex più celebre e il futuro che si immaginano
L’ex allievo più famoso è Andrea Ravo Mattoni, oggi street artist di fama internazionale, conosciuto per i suoi grandi murales che reinterpretano i classici della storia dell’arte e che punteggiano la provincia di Varese. Pur avendo frequentato il Frattini solo per due anni, viene considerato un simbolo della creatività che la scuola è in grado di far emergere.
Sul futuro, le prospettive sono diverse e dimostrano la natura “liceale” dell’artistico: c’è chi, come Frida, sogna di iscriversi a medicina e diventare ginecologa, portandosi dietro il bagaglio umanistico maturato tra filosofia e arte; chi, come Mary, punta alle pubbliche relazioni nel mondo della moda e dei viaggi; chi immagina di restare nell’ambito artistico tra cinema, teatro e scenografia, come Anita e Valeria.
Alla domanda se rifarebbero il Frattini, tutte rispondono senza esitazioni: “Cento volte sì”, a conferma di una scuola impegnativa ma capace di lasciare un segno profondo nella vita di chi la frequenta.
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