A Genova il progetto di Regione Lombardia con l’IA su ambiente, energia e mobilità sostenibile
Nel monitoraggio rientrano i fenomeni meteorologici, in particolare quelli estremi sempre più frequenti, con piogge intense e improvvise che causano esondazioni dei fiumi e dei corsi d’acqua minori
Regione Lombardia è uno dei motori trainanti della trasformazione dell’Italia nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale. Lo ha ribadito il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con deleghe a Controlli, Patrimonio e Digitalizzazione, Ruggero Invernizzi, intervenendo, a Genova a Reg4IA DEFAI, una delle più ambiziose collaborazioni interregionali mai avviate nel campo dell’intelligenza artificiale applicata ai servizi pubblici e alla gestione dei nostri territori. Presenti all’evento Regioni per l’Intelligenza Artificiale (Reg4IA) anche i ministri Santanchè e Zangrillo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti oltre a numerosi presidenti e assessori regionali.
«Alla Lombardia – ha ricordato Invernizzi aprendo il suo intervento e portando i saluti del presidente Attilio Fontana – il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha riconosciuto la guida del progetto dedicato ad ‘Ambiente, Energia e Mobilità sostenibile’ in partnership con Regione Veneto. Si tratta di un ambito cruciale per la sostenibilità, che, come Regione, abbiamo declinato nel Prss, ma anche per la qualità della vita dei cittadini e per la competitività dei territori, iniziativa che valorizza il know-how maturato dalla nostra Regione in materia di interoperabilità, gestione dei dati e sperimentazione di tecnologie avanzate. E conferma la nostra capacità di operare come punto di riferimento nazionale su temi ad alto impatto con l’attenzione al riuso di quanto realizzato in altre realtà regionali».
«Il progetto Reg4IA DEFAI che presentiamo oggi – ha detto Invernizzi – non è solo tecnologico, ma una politica pubblica innovativa. Per Regione Lombardia significa migliorare le politiche ambientali ed energetiche; rafforzare la resilienza del territorio di fronte a eventi estremi; sostenere una mobilità più efficiente e più pulita; valorizzare il ruolo degli enti pubblici nel governo dei dati e contribuire alla costruzione di un modello nazionale innovativo, aperto e replicabile»
Guardando all’attualità, il Sottosegretario Invernizzi ha ricordato che “Regione Lombardia ha già recentemente approvato una delibera di Giunta per proporre un progetto di legge atto a normare gli insediamenti dei data-center”. A ciò si aggiungono livelli significativi di traffico veicolare e logistico, l’elevata concentrazione di poli manifatturieri ed energetici, nonché una rete infrastrutturale che rappresenta la più sviluppata del Paese e che contribuisce in modo rilevante alle emissioni in grado di influenzare il clima. La conformazione geografica della Pianura Padana, inoltre, favorisce il ristagno degli inquinanti atmosferici, aggravando fenomeni di smog persistente e incidendo negativamente sulla salute pubblica, sulla qualità della vita e sulla sostenibilità complessiva dei sistemi urbani e territoriali.
Nel monitoraggio rientrano i fenomeni meteorologici, in particolare quelli estremi sempre più frequenti, con piogge intense e improvvise che causano esondazioni dei fiumi e dei corsi d’acqua minori, con conseguenti allagamenti nelle aree urbane e agricole. Senza dimenticare, ovviamente, le cosiddette bombe d’acqua che provocano danni a edifici, strade e coltivazioni.
«Una delle sfide che siamo chiamati ad affrontare – ha detto Invernizzi – è quello della pressione crescente sulla mobilità con traffico veicolare aumentato e con pressione forte anche su reti autostradali e ferroviarie. Solo attraverso una pianificazione integrata sarà possibile ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità della vita. Dobbiamo superare l’attuale frammentazione delle informazioni tra molteplici stakeholders, pubblici e privati, che è uno dei principali ostacoli ai processi decisionali degli enti locali in materia di ambiente e mobilità. Questa gestione autonoma dei dati impedisce quell’interoperabilità dei dati necessaria per una governance del territorio realmente integrata e data-driven».
Parlando degli obiettivi del progetto, Invernizzi ha rimarcato come si punti a un ecosistema federato di dati che rispetta la sovranità informativa delle Regioni; a modelli predittivi avanzati per la qualità dell’aria, la gestione dei rischi ambientali e la mobilità e a strumenti di pianificazione energetica innovativi basati su simulazioni di possibili scenari. Ciò per decisioni basate su evidenze e che siano più tempestive, più trasparenti e più sostenibili.
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