Da Canterbury a Roma: a Materia una serata dedicata alla Via Francigena
Luca Bruschi e Monica Nanetti hanno raccontato uno dei percorsi di pellegrinaggio più importanti d’Europa tra turismo lento, comunità locali e nuove forme di viaggio
La Via Francigena come viaggio, esperienza personale e infrastruttura culturale europea. È stato questo il filo conduttore della serata ospitata a Materia, dove camminatori, appassionati e curiosi si sono ritrovati per parlare del grande itinerario che collega Canterbury a Santa Maria di Leuca.
Ospiti dell’incontro Luca Bruschi, direttore dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, e Monica Nanetti, autrice e divulgatrice dei cammini, che hanno raccontato il presente e il futuro di uno dei percorsi più importanti del turismo lento europeo.
Un cammino di 3.200 chilometri
La Via Francigena è un itinerario di circa 3.200 chilometri, attraversa cinque Paesi e oltre 700 comuni, unendo Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia fino a Roma e poi verso il Sud.
«È un viaggio che cambia la relazione con i luoghi – ha spiegato Bruschi –. Arrivare a Roma a piedi, dopo settimane di cammino, è qualcosa di profondamente emotivo. Per molti stranieri è il viaggio della vita».
Negli ultimi anni il percorso ha registrato una crescita costante di pellegrini e camminatori, con una forte componente internazionale: oltre la metà di chi percorre la Francigena oggi arriva dall’estero.

Il viaggio che ha cambiato la Francigena
Tra i momenti simbolo dello sviluppo recente c’è stato il progetto “Road to Rome”, realizzato nel 2021 per i vent’anni dell’Associazione europea delle Vie Francigene.
Un lungo cammino da Canterbury a Santa Maria di Leuca che ha coinvolto migliaia di persone e oltre 700 amministrazioni locali lungo il percorso.
«È stato un viaggio straordinario – ha raccontato Bruschi –. In quattro mesi e mezzo abbiamo incontrato comunità locali, volontari e amministratori. La Francigena è una collana fatta di tante perle: i territori».
Il primo cammino non si dimentica
Per Monica Nanetti il legame con la Via Francigena nasce da un’esperienza personale.
«La mia prima esperienza è stata quasi incosciente – ha raccontato –. Non avevo mai fatto un viaggio lento. Ho deciso di partire in bicicletta per fare tutta la parte italiana. Pensavo fosse una semplice avventura, invece è stato un colpo di fulmine».
In diciassette giorni arrivò a Roma, scoprendo un modo diverso di viaggiare e di guardare i territori.
«Quando siamo arrivate eravamo felici ma anche dispiaciute che fosse finito. È stato un viaggio molto più interiore di quanto immaginassi».
Un turismo lento che cresce
Il fenomeno dei cammini è oggi in forte espansione anche in Italia. Oltre alla Via Francigena stanno nascendo nuovi percorsi, molti dei quali valorizzano territori meno conosciuti.
«Camminare permette di scoprire luoghi che normalmente non entrano nei circuiti turistici – ha spiegato Nanetti –. E spesso proprio lì si incontrano le forme di accoglienza più autentiche».
Il valore dei cammini non è solo turistico ma anche culturale ed economico: lungo questi itinerari stanno nascendo nuove attività, ostelli, servizi e progetti locali.
Il racconto dei cammini
Durante la serata è stato presentato anche il nuovo podcast “Buon Cammino Italia”, progetto promosso dal Ministero del Turismo.
Nanetti è autrice degli episodi dedicati alla Via Francigena, costruiti attraverso le voci di chi il cammino lo vive quotidianamente: volontari, gestori di ostelli, amministratori locali e pellegrini.
«Raccontare i cammini è fondamentale – ha spiegato –. Molte persone non sanno nemmeno che esistono. Il racconto aiuta a immaginare il viaggio e a trovare il coraggio di partire».
Camminare per conoscere il territorio
La serata si è chiusa con una riflessione condivisa: camminare non è solo un’attività sportiva o turistica, ma un modo diverso di abitare e conoscere i territori.
Dai paesaggi alpini della Valle d’Aosta alle risaie della Lomellina, dalle colline emiliane fino all’ingresso a Roma lungo la Via Appia, la Via Francigena continua a raccontare un’Italia fatta di paesaggi, comunità e storie.
Un viaggio lento, lungo secoli, che continua ancora oggi.
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