Il regime forfettario spiegato: vantaggi e limiti per chi apre una partita IVA

A confrontarsi con il direttore Marco Giovannelli è stato Andrea Cislaghi, dottore commercialista dello studio varesino Arancio-Cislaghi, che ha affrontato il tema tra regole, vantaggi e limiti di uno dei regimi fiscali più utilizzati negli ultimi anni, soprattutto da professionisti e lavoratori autonomi

Una forma semplificata di tassazione, pensata soprattutto per chi avvia un’attività e ha costi contenuti. È questo, in sintesi, il regime forfettario, al centro della nuova puntata della rubrica video di VareseNews “La Materia del Giorno”, lo spazio quotidiano dedicato all’approfondimento di temi che incidono sulla vita delle persone.

A confrontarsi con il direttore Marco Giovannelli è stato Andrea Cislaghi, dottore commercialista dello studio varesino Arancio-Cislaghi, che ha guidato il pubblico tra regole, vantaggi e limiti di uno dei regimi fiscali più utilizzati negli ultimi anni, soprattutto da professionisti e lavoratori autonomi.

Il regime forfettario nasce nel 2014 come strumento agevolato per incentivare l’apertura di nuove partite IVA. La sua caratteristica principale è una tassazione sostitutiva più bassa rispetto all’Irpef: un’aliquota fissa del 15%, che scende al 5% per le nuove attività nei primi cinque anni. A differenza del sistema ordinario, non si calcola il reddito sottraendo i costi reali ai ricavi, ma si applica un coefficiente prestabilito, variabile a seconda dell’attività svolta. È proprio questo meccanismo “forfettario” a dare il nome al regime.

Un sistema che, come ha spiegato Cislaghi, risulta particolarmente vantaggioso per chi ha una struttura di costi ridotta. «Non potendo dedurre analiticamente le spese – ha sottolineato – il regime conviene a chi riesce a lavorare con costi contenuti e beneficia quindi di una tassazione più leggera e di una gestione semplificata».

Andrea cislaghi

Tra i principali punti di forza, oltre alla fiscalità ridotta, c’è infatti la semplificazione burocratica: meno adempimenti, meno complessità e una gestione più snella dell’attività. Non solo. Il regime forfettario non prevede l’applicazione dell’Iva, elemento che può tradursi in un vantaggio competitivo, soprattutto nei rapporti con clienti privati.

Non è però una soluzione adatta a tutti. L’accesso è riservato alle persone fisiche e prevede alcuni requisiti precisi: tra questi, il limite di ricavi annui fissato a 85mila euro e l’assenza di partecipazioni in società che svolgono attività analoghe. Inoltre, non è compatibile con strutture organizzative complesse o con elevati costi di gestione.

Il profilo tipico di chi può trarre maggiore beneficio, secondo Cislaghi, è quello del giovane professionista: «Chi inizia un’attività senza una struttura alle spalle può trovare nel regime forfettario una soluzione efficace per partire, con una tassazione contenuta e una maggiore redditività netta».

Interessante anche la possibilità di affiancare il regime forfettario a un lavoro dipendente, a condizione che il reddito da lavoro subordinato non superi i 30mila euro (35mila nel caso di specifiche deroghe temporanee). In questo caso, i due redditi restano separati dal punto di vista fiscale, evitando effetti di progressività.

Sul fronte previdenziale, invece, le regole restano sostanzialmente le stesse del regime ordinario, con una possibile riduzione del 35% dei contributi per artigiani e commercianti. Una scelta che può essere conveniente nel breve periodo, ma che – ha evidenziato Cislaghi – comporta una riduzione dell’anzianità contributiva e va quindi valutata con attenzione.

Un aspetto centrale emerso durante l’intervista riguarda l’importanza di affidarsi a un professionista. Nonostante la semplificazione, il regime presenta infatti diverse “clausole ostative” e condizioni che, se non rispettate, possono portare a conseguenze pesanti, tra cui il ricalcolo delle imposte e l’applicazione di sanzioni.

«Il consiglio – ha concluso Cislaghi – è sempre quello di fare valutazioni numeriche, simulazioni concrete e verificare caso per caso la reale convenienza. Non esiste una risposta valida per tutti: ogni situazione va analizzata con attenzione».

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Pubblicato il 17 Marzo 2026
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