Mattarella riunisce il Consiglio Supremo di Difesa: «Preoccupazione per l’escalation in Medio Oriente, ma l’Italia non entrerà in guerra»

Al vertice presieduto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il governo ha confermato la linea italiana: nessuna partecipazione al conflitto ma sostegno alle iniziative diplomatiche e attenzione alla sicurezza dei cittadini e dei militari italiani all’estero

consiglio di difesa

Il Consiglio Supremo di Difesa, riunito venerdì 13 marzo al Quirinale e presieduto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha esaminato la crisi internazionale apertasi dopo l’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Al centro della riunione la crescente instabilità in Medio Oriente e nel Mediterraneo, i rischi per la sicurezza internazionale e la posizione dell’Italia, che ha ribadito di non partecipare al conflitto e di puntare sulla via diplomatica.

Alla riunione hanno preso parte la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, insieme al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano.

La crisi in Medio Oriente e i rischi di escalation

Nel corso dell’incontro è stata espressa forte preoccupazione per gli effetti destabilizzanti del conflitto che coinvolge Iran, Israele e Stati Uniti e che rischia di allargarsi all’intera regione del vicino Medio Oriente e all’area del Mediterraneo.

Il Consiglio ha evidenziato come la crisi dell’ordine internazionale e il moltiplicarsi di iniziative unilaterali stiano indebolendo il sistema multilaterale costruito attorno alle Nazioni Unite. Un contesto che rende più difficili anche le risposte alle principali questioni di sicurezza, dal rischio di sviluppo di armi nucleari da parte dell’Iran alla sicurezza di Israele e dei suoi cittadini.

Nel documento finale si richiama anche il quadro più ampio di instabilità globale, aggravato dall’invasione russa dell’Ucraina e dalle continue violazioni del diritto internazionale.

La posizione dell’Italia

Il Consiglio Supremo di Difesa ha ribadito che l’Italia non parteciperà alla guerra. Una posizione già espressa dal governo in Parlamento e confermata nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione.

Allo stesso tempo è stato sottolineato come l’Italia continuerà a sostenere ogni iniziativa diplomatica e negoziale capace di riportare il confronto internazionale su un terreno politico e non militare.

Il Consiglio ha preso atto anche della risoluzione con cui il Parlamento si è espresso sulle richieste di assistenza ricevute dai Paesi alleati. L’eventuale utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio italiano da parte delle forze statunitensi dovrà avvenire nel rispetto degli accordi internazionali già in vigore, limitandosi alle attività addestrative e di supporto tecnico-logistico. Qualsiasi richiesta ulteriore dovrà essere sottoposta al Parlamento.

Sicurezza dei cittadini e missioni militari

Tra i temi affrontati anche la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree interessate dalla crisi. Il governo ha illustrato le iniziative per la messa in sicurezza delle migliaia di italiani che si trovano tra Medio Oriente e Paesi del Golfo.

È stato inoltre ribadito il sostegno ai Paesi del Golfo, considerati partner strategici dell’Italia, anche in relazione alla presenza di militari italiani impegnati nelle missioni già autorizzate dal Parlamento.

Preoccupazione è stata espressa anche per la sicurezza economica ed energetica, con particolare riferimento alle tensioni nello Stretto di Hormuz, dove l’Iran è accusato di ostacolare la libera navigazione.

Libano, UNIFIL e tensioni regionali

Il Consiglio ha esaminato con attenzione anche la situazione in Libano e chiede a Israele di evitare reazioni sproporzionate alle azioni di Hezbollah, giudicate comunque inaccettabili e responsabili di aver trascinato il Libano in un nuovo conflitto.

È stato inoltre giudicato allarmante il ripetersi di violazioni della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e gli attacchi contro il contingente UNIFIL, attualmente guidato dall’Italia.

Preoccupazione anche per i missili lanciati verso Cipro, territorio dell’Unione Europea, e verso la Turchia, membro della Nato, intercettati nel Mediterraneo orientale dalle difese dell’Alleanza Atlantica.

Solidarietà ai militari italiani

Al termine della riunione il Consiglio Supremo di Difesa ha espresso vicinanza e gratitudine ai militari italiani impegnati nelle operazioni in Italia e all’estero.

Un pensiero particolare è stato rivolto ai militari schierati nella missione UNIFIL nel sud del Libano e a quelli presenti nei Paesi del Golfo, oltre che ai militari italiani aggrediti a Erbil, in Iraq, per la professionalità dimostrata nello svolgimento delle loro missioni.

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Pubblicato il 13 Marzo 2026
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