Zed, il “trapper di via Como” si racconta ai ragazzi di Varese: «Prima l’adrenalina, poi la vergogna»

L'assessore Caruso e 1300 studenti di 13 scuole secondarie hanno ascoltato al Miv le parole dei ragazzi di Kayros guidati da don Burgio, parroco del carcere minorile Beccaria, per il progetto "Non esistono ragazzi cattivi". Presente anche il cantante protagonista dei disordini in centro a Varese poche settimane fa

non esistono ragazzi cattivi

Il motto della comunità Kayros “Non esistono ragazzi cattivi” è anche il titolo del progetto di Regione Lombardia rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie che ha debuttato nella mattinata di giovedì 12 marzo al Miv di Varese.

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Non esistono ragazzi cattivi, lo spettacolo a Varese con 1300 studenti 4 di 18

Circa 1300 studenti di 13 scuole superiori hanno partecipato all’evento, suddivisi nelle diverse sale, tutte collegate alla Giove, dove don  Claudio Burgio – cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore e presidente dell’Associazione Kayros – ha guidato lo spettacolo, di cui sono protagonisti alcuni suoi ragazzi con le loro storie di difficoltà e delinquenza, carcere e libertà, rinascita e passione. Una narrazione fatta di piccoli monologhi, canzoni e confronto diretto con il pubblico di giovanissimi.

ZED SUL PALCO DEL MIV

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Tra loro, a sorpresa, è arrivato anche Zed – al secolo Daniel, giovane trapper di Malnate – protagonista delle cronache locali, qualche settimana, fa per un videoclip girato in via Como a Varese. Zed era tra il pubblico, per salutare i suoi amici di Kayros, dove ha vissuto per un paio d’anni. Don Burgio l’ha visto e l’ha invitato a salire sul palco, dove Zed ha cantato la sua ultima canzone “Il Passato“. E proprio a Zed gli studenti hanno rivolto molte domande.

Strada bloccata a Varese per il rapper che vuole girare il video clip

«Cosa hai provato nel commettere un reato?» ha chiesto un ragazzo dell’Enaip.
«Non so come si arriva a delinquere. Nei film ho visto che quando i ragazzi sbagliano gli insegnanti li aiutano. Io invece venivo sempre buttato fuori da scuola – ha risposto Zed -. Quando ho commesso il mio reato ho sentito l’adrenalina, ero felice per i soldi, ma poi con le denunce è arrivata la vergogna e tanta tristezza, soprattutto per mia mamma».

«Di cosa sei fiero?», gli ha chiesto un altro ragazzo. «Ora che ho cambiato strada mia mamma è orgogliosa di me», ha risposto Zed. E poi, rispondendo a un’insegnante che ha chiesto: «Cosa consigli di fare a un ragazzo che si sente etichettato?», il giovane trapper ha risposto sicuro: «Di non reagire e di fare esattamente l’opposto di ciò che lo offende, per dimostrare con i fatti che chi lo etichetta ha torto». 

Canzone e risposte di Zed sono piaciute anche all’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, presente in sala che al microfono ha fatto i suoi complimenti al giovane trapper di Malnate, ringraziandolo per le sue parole e invitandolo in futuro a rispettare le regole, anche con i permessi per girare il prossimo video.

LA CULTURA CHE EDUCA

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«Ho visto per la prima volta lo spettacolo “Non esistono ragazzi cattivi” al Teatro dal Verme – ha raccontato l’assessore Caruso – Ho pensato che mi sarebbe piaciuto farlo vedere ai miei figli e, di più,  che fosse giusto regalare questo spettacolo ai ragazzi lombardi perché il teatro ha un grande potere evocativo. E quando nasce da esperienze vissute, riesce a parlare in modo diretto ai ragazzi e agli adulti, aiutandoci a comprendere meglio le fragilità e le sfide della realtà giovanile».

«Non esistono ragazzi cattivi – ha aggiunto -Esistono ragazzi che sbagliano, che attraversano momenti difficili e hanno bisogno di essere ascoltati e accompagnati».

Accogliere, ascoltare e accompagnare i ragazzi in difficoltà è la missione di Kayros, comunità fondata da don Burgio nel 2000, 25 anni fa.
«Come ti è venuta l’idea di questa comunità?», ha chiesto una ragazza del Ciofs di Maria Ausiliatrice. «Gli adulti che osservano la realtà spesso si limitano a commentarla, ma essere adulti significa anche agire per cambiare le cose – ha risposto il prete – Ai tempi ero un giovane parroco della periferia di Milano e vedevo il disagio e la difficoltà dei ragazzi e ho deciso di aprire una comunità per aiutare i ragazzi che hanno sbagliato, dando loro fiducia e l’opportunità di cambiare vita. Certo, non sempre è facile. Ho fatto 9 funerali, ho visto ragazzi partire per arruolarsi con l’Isis. Non sempre le cose vanno come spero, ma spesso i percorsi di rinascita sono bellissimi, e le testimonianze di oggi lo raccontano.

CANTANTI, EDUCATORI, ATTORI E STAR DEI SOCIAL

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Ad aprire lo spettacolo è Davide, che era ragazzo negli anni ’90 e ha trascorso moltissimo tempo in carcere, da minorenne e da maggiorenne. E che ha deciso di cambiare vita proprio lavorando, da detenuto, al carcere minorile: «Ho rivisto me ragazzo nei giovani detenuti del Beccaria e ho voluto fare qualcosa per aiutarli proponendo un corso di cucina una volta a settimana». L’inizio di un percorso che lo ha portato a lavorare a Kayros, dove ha conosciuto Luca, 19 anni milanese. Una famiglia normale “ma non mi bastava – ha raccontato – volevo le scarpe sempre nuove, cercavo il modo di guadagnare per comprarle». Ma ancora non bastava, e allora la tossicodipendenza, la comunità, il pensiero di farla finita e quella richiesta di aiuto che ha cambiato tutto. L’inizio di un percorso lento e duro di rinascita. Il ritorno a casa e la musica, di cui Luca – in arte Rnawa – ha dato assaggio annunciando il contratto con Universal.

Suo collega è Fandi  – nome d’arte di Eddy, del quartiere Giambellino di Milano – che ha raccontato e che canta la rabbia con l’etichetta discografica Kayros. Sul palco anche Savino,  che sta girando il film tratto dal libro di Daniel Zaccaro “Ero un bullo”, e che ha raccontato del carcere: «Il Carcere non ti aiuta. Ti peggiora. Ti mangia, ti toglie tutto– ha detto -In carcere non c’è niente.  È solo sofferenza. L’unica cosa che puoi fare è apprezzare le opportunità del fuori. Kayros per me è casa e mi ha dato 3 volte fiducia. Non posso deluderli. Non è facile perché ho visto solo cose brutte ma scelgo ora di vivere quelle belle. Non voglio che vi dispiacere per la mia storia – ha detto – La racconto perché mi dispiace vedere ragazzi che commettono reati a 15 anni e non ne sono consapevoli. Voglio aiutare i ragazzi a esssere più consapevoli».

Tra loro anche Lamine. La sua colpa è aver cercato un futuro migliore da solo, lontano dal suo paese. «Sono partito dal Senegal da solo, sono arrivato in Libia e mi sono imbarcato su un gommone per raggiungere Lampedusa. Era il 2013. Ancora oggi non so nuorare ma solo qui in Italia ho capito i rischi che avevo corso».  Lamin non si è trovato bene nella prima comunità. Da qui diverse vicessitudini, difficoltà e grandi passi avanti fino a rivevere una Benemerenza civica per avel salvato 4 persone bloccante al secondo piano della loro casa che andava a fuoco, a Vimodrone. “Molti guardavano, alcuni riprendevano con in telefonini in attesa dell’arrivo dei pompieri. Io mi sono arrampicato sul balcone e li ho aiutati a uscire perché lo ritenevo giusto.

Infine Massimiliano Simari, star dei social da 12 milioni di follower con il suo “Massi e Mino“. Massimiliano ha 31 anni, di cui 8 passati in comunità prima di comprare casa «a 500 metri da Kayros, che è stata e rimane la mia famiglia», ha detto. Originario di Pavia, di una famiglia numerosa con 6 fratelli e un solo stipendio, quello della mamma. «Alle elementari mi prendevano in giro. Mi chiamavano barbone. Poi sono diventato io il bullo», ha raccontato. Un crescere di rabbia e scelte sbagliate, fino alla vita in carcere e alla ripresa, lenta. E i primi lavori. «Li ho accettati tutti, anche quelli che mi facevano piangere», ha detto. Poi un corso tecnico, una professione, una moglie, una figlia e un cane, Mino, e quei post iniziati quasi per caso, «per condividere le reazioni del mio cane, che mi facevano ridere e che piacciono. A tanti, ma non a tutti. Perché i social sono un’arma a doppio taglio, con critiche feroci, persino denunce. Il rischio di farsi male è alto».

Da Kayros a Massi e Mino, Massimiliano Simari racconta luci e ombre della vita e dei social

I prossimi appuntamenti con “Non esistono ragazzi cattivi” saranno a Gallarate e a Milano. Ma vista la grande adesione alla manifestazine – diverse le scuole hanno comunicato l’adesione ma sono rimaste escluse per ragioni di spazio – Caruso promette che “ci saranno altre occasioni”.

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Pubblicato il 12 Marzo 2026
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