Non un caso ma una scelta: perché il nuovo polo per la salute mentale giovanile della Sette Laghi è a Malnate

Dall'intuizione della fondazione Il Ponte del Sorriso a servizio pubblico stabile: a Malnate un modello riuscito di sanità collaborativa

centro prelievi consultorio malnate

«Quello che abbiamo realizzato a Malnate è un modello ben riuscito di dialettica pubblico-privato. Il privato può buttare il cuore oltre l’ostacolo delle norme, può sperimentare. Se lo sperimenta in coprogettazione con il pubblico, e il pubblico lo valuta come un servizio di interesse, allora deve fare in modo che quella sperimentazione non abbia più la matrice dell’episodicità, ma diventi un servizio di sistema».

Tre Dipartimenti aziendali e la Fondazione

Così il direttore socio sanitario dell’Asst Sette Laghi Giuseppe Calicchio racconta la nascita dei due ambulatori di Malnate che vedono collaborare la Fondazione Il Ponte del Sorriso con ben tre dipartimenti aziendali: La Salute Mentale, la Neuropsichiatria infantile e la rete dei consultori.

«Questo progetto nasce dall’intuizione della Fondazione Ponte del Sorriso, che nel 2022 aveva aderito a un bando Cariplo con il progetto ‘Sostengo chilometro zero’. Nel 2023, insieme al professor Agosti, al professor Termine e alla direzione sociosanitaria, abbiamo individuato nel presidio di Malnate la collocazione più appropriata, anche in una prospettiva di potenziamento verso una Casa di Comunità. Oggi è stabilizzato come nostro servizio: su di esso si integrano tre strutture complesse. E sul servizio ormai consolidato si innesta ora un ulteriore progetto del Ponte del Sorriso, che porterà avanti la componente di lavoro sul territorio e nelle scuole».

Ambiente neutro per destigmatizzare

A spiegare il perchè del consultorio di Malnate è la professoressa Camilla Callegari Direttore di Dipartimento di Area della Salute Mentale, Prevenzione e Cura delle Dipendenze di ASST dei Sette Laghi: «In un’ottica di destigmatizzazione, sono già alcuni anni che i luoghi della salute mentale non devono necessariamente essere riconosciuti all’interno dei servizi canonici. Individuare il polo di Malnate e caratterizzarlo per la dimensione giovanile ha significato proprio questo: offrire risposte in un contesto neutro, non immediatamente associato alla psichiatria tradizionale».

calicchio e callegari

I due ambulatori: cosa fanno e a chi si rivolgono

L’ambulatorio ADHD adulti: diagnosi e presa in carico di secondo livello

Avviato nel giugno 2025, l’ambulatorio è dedicato ai cittadini dai 18 anni ai 25 residenti nel bacino dell’ASST Sette Laghi. Si occupa di un disturbo a lungo considerato esclusivamente pediatrico ma oggi riconosciuto come condizione che, nel 50-65% dei casi, persiste in età adulta: l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), con una prevalenza stimata tra il 2,5 e il 4,9% nella popolazione adulta generale.

Negli adulti il quadro clinico cambia: meno iperattività visibile, più disattenzione, disorganizzazione e difficoltà nelle funzioni esecutive. L’accesso avviene tramite invio del Centro Psico-Sociale (CPS) o del Ser.D, oppure per i pazienti già seguiti dalla Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza al raggiungimento dei 18 anni.

La presa in carico comprende valutazione diagnostica, piano terapeutico personalizzato — che può includere farmacoterapia, supporto psicologico e coaching specifico per l’ADHD — e monitoraggio nel tempo. Nel periodo sperimentale, l’ambulatorio ha seguito 45 pazienti.

L’équipe per la psicopatologia giovanile: intercettare il disagio prima che si strutturi

Parallelamente, è attiva un’équipe multidisciplinare dedicata alla fascia 14-25 anni, pensata per garantire quella “transitional care” che evita le fratture tra i servizi dell’età evolutiva e quelli per adulti. L’accesso può avvenire su segnalazione del medico di base, del pediatra, dei servizi del Dipartimento, o anche in modo diretto da parte dell’utente.

Dopo una prima fase di accoglienza con psichiatra e/o psicologo, viene valutata la gravità del quadro: i casi più severi vengono indirizzati ai servizi specialistici; quelli di gravità non severa vengono presi in carico direttamente, con colloqui di sostegno, psicoterapia e visite psichiatriche. Nei primi mesi di attività (secondo semestre 2025), sono stati valutati circa 55 pazienti.

Un’età di transizione delicata

La fascia di transizione 14–25 anni è al centro della programmazione regionale per la salute mentale: «È un’età in cui problemi di ansia, depressione, disturbi del neurosviluppo o dell’alimentazione possono ancora avere un’evoluzione favorevole se intercettati presto. Per questo – spiega la Prof.ssa Camilla Callegari  – abbiamo costruito un ambulatorio di secondo livello per l’ADHD adulto e un’équipe per il disagio giovanile, che non fanno semplice screening generico ma prendono in carico i casi che presentano un rischio evolutivo significativo».

Un servizio dedicato anche agli studenti universitari

«All’interno di questo polo, intercettiamo anche le situazioni di disagio che provengono dall’università, attraverso un progetto specifico realizzato con l’Ateneo. Laddove il counseling di ateneo — che è presente a Varese, Busto e Como e dall’anno accademico in corso è completamente gratuito — individua situazioni di maggiore fragilità, c’è un collegamento diretto con gli psicologi della ASST. Questo percorso era già incluso nel progetto Link. Gli accessi al servizio di counseling universitario hanno raddoppiato negli ultimi anni, e ci aspettiamo un ulteriore incremento proprio grazie alla gratuità del servizio».

Perchè Malnate è centrale

«Malnate è, geograficamente, a mezza strada tra Varese e Como – fa notare ancora la professoressa Callegari – Questo non è un dettaglio: la nostra progettualità è di ASST Sette Laghi, ma l’Ateneo dell’Insubria ha sedi a Varese, Busto Arsizio e Como. Avevamo bisogno di un polo territoriale raggiungibile che potesse essere il riferimento per i servizi di salute mentale legati all’università, come previsto dai criteri della CRUI per la qualità dei servizi di ateneo».

Usare bene le risorse per offrire percorsi chiari

«La sfida – conclude Calegari – è usare bene le risorse: evitare che i ragazzi girino tra tre o quattro servizi in parallelo ma indirizzarli nel luogo giusto al momento giusto. A Malnate stiamo costruendo una porta d’ingresso unica e riconoscibile per il disagio giovanile, collegata a tutta la nostra rete di servizi: dall’ambulatorio per i disturbi dell’alimentazione nelle Case di comunità, all’ambulatorio per l’autismo adulto al CPS di Varese. In questo modo la presa in carico diventa davvero un percorso, non un episodio isolato».

Una vocazione legata al mondo adolescenziale e giovanile

«Volevamo – chiarisce il direttore Calicchio – dare al presidio di Malnate una vocazione chiara legata al mondo adolescenziale e giovanile, in coerenza con le regole di sistema regionali 2024–2025 che indicano come ‘must’ per le ASST lo sviluppo di percorsi sulla salute mentale dei giovani. La struttura, destinata in prospettiva a diventare Casa di comunità Spoke, si presta a integrare consultorio, salute mentale, neuropsichiatria infantile e terzo settore».

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Pubblicato il 04 Marzo 2026
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