Polo Civico di Malnate, l’opposizione attacca: «Cantiere nel caos e lavori in ristagno»
La coalizione "Irene Bellifemine Sindaco" denuncia ritardi, sanzioni dell'Ispettorato del Lavoro e mancanza di trasparenza sul progetto più importante della città. Nel mirino l'assessore Battaini: «Prima rassicurava tutti, ora si dice preoccupato»
Il clima politico a Malnate si scalda attorno al cantiere del nuovo Polo Civico, l’opera pubblica più imponente e costosa attualmente in corso in città. I gruppi consiliari che fanno capo all’ex sindaca Irene Bellifemine hanno rotto il silenzio con una nota durissima, denunciando una gestione che definiscono densa di problematiche e priva del necessario coinvolgimento delle commissioni preposte.
«Lavori fermi e sanzioni sulla sicurezza»
Secondo l’opposizione, lo stato dell’arte del Polo Civico – i cui lavori sono iniziati tra settembre e ottobre 2024 – sarebbe preoccupante. «Siamo di fronte a un perdurante ristagno delle attività e al mancato rispetto dei tempi di realizzazione», spiegano i consiglieri.
Le accuse, tuttavia, non si fermano ai soli ritardi cronologici. La coalizione segnala infatti presunte irregolarità sul fronte della sicurezza e della vigilanza: «Risulterebbero fermi sull’attività sanzionati dall’Ispettorato del Lavoro e modifiche in corso d’opera mai verificate collegialmente», si legge nel comunicato. Una situazione che, secondo la minoranza, porterà inevitabilmente a un aumento dei costi imprevisti che ricadranno sulle tasche dei cittadini.
Affondo contro l’assessore Battaini
Il bersaglio principale delle critiche è l’assessore ai Lavori Pubblici, P. Battaini. L’opposizione contesta il cambio di rotta nelle sue recenti dichiarazioni: «Fino a poco fa, l’assessore assicurava con prosopopea che tutto fosse sotto controllo e che le tempistiche sarebbero state rispettate. Ora, improvvisamente, se ne esce con dichiarazioni preoccupate assicurando verifiche puntuali».
Per la lista Bellifemine si tratta di un atteggiamento tardivo e contraddittorio, che non terrebbe conto della gravità di un quadro generale in cui figurano anche le incertezze sui lavori al Parco 1° Maggio, finanziati con i fondi del PNRR.
«A pagare sarà Pantalone»
La nota si chiude con un amaro sarcasmo sulla filosofia che guiderebbe l’attuale amministrazione: «Sembrano tutti sereni, tanto a pagare alla fine ci penserà Pantalone. La loro filosofia sembra essere sempre la stessa: quello che non si fa oggi, si farà domani». L’opposizione torna dunque a chiedere con forza la convocazione urgente della Commissione Consiliare per monitorare l’andamento dei lavori e fare chiarezza su costi e varianti.
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