Scambi di vestiti, sartorie sociali e oggetti condivisi: la moda sostenibile in fiera a Milano
A “Fa’ la cosa giusta!”, dal 13 al 15 marzo a Fiera Milano Rho, spazio alle alternative alla fast fashion: laboratori di riparazione, progetti di inclusione sociale e swap party per rinnovare il guardaroba senza comprare
Dare nuova vita agli abiti usati, condividere oggetti invece di comprarli e trasformare la moda in uno strumento di inclusione sociale. È l’idea al centro di “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera dedicata al consumo critico e agli stili di vita sostenibili che torna a Fiera Milano Rho dal 13 al 15 marzo con ingresso gratuito. Tra incontri, laboratori e stand tematici, la manifestazione mette al centro le alternative concrete alla fast fashion: dalle sartorie sociali che coinvolgono persone fragili e migranti nei processi di produzione, fino agli swap party dove gli abiti si scambiano senza passare dalla cassa.
Non a caso cresce anche la consapevolezza dell’impatto ambientale e sociale della filiera tessile: secondo i dati della Campagna Abiti Puliti il 71% degli italiani riconosce che la moda è tra i settori più inquinanti, mentre il 54% è consapevole delle condizioni di lavoro spesso precarie nelle filiere globali dell’abbigliamento.
Proprio la Campagna Abiti Puliti (sezione italiana della Clean Clothes Campaign, che opera a livello internazionale per portare alla luce e cercare di risolvere i casi di violazione dei diritti umani nei Paesi di produzione tessile) è protagonista di un incontro dedicato all’urgenza di costruire un’industria della moda fondata sul rispetto dei diritti umani, dell’ambiente e delle comunità produttive. Nell’occasione viene presentata la nuova indagine “Fabbriche verdi, lavoro grigio” sull’industria dell’abbigliamento in Bangladesh, che intende promuovere allo stesso tempo la tutela dell’ambiente, la protezione di lavoratori e lavoratrici e un’occupazione di qualità: elementi fondanti della “transizione giusta”.
Tutti gli incontri come questo, dedicati alla moda sostenibile, sono descritti nella sezione Moda e design: https://www.falacosagiusta.org/la-fiera/programma-culturale/
Numerosi anche gli espositori del settore: https://www.falacosagiusta.org/area_tematica/moda-etica-e-sostenibile/
Un esempio è la sartoria sociale di Como CouLture Migrante che coniuga sostenibilità ambientale e sociale formando e offrendo opportunità di lavoro a donne e uomini migranti a rischio di esclusione sociale, coinvolgendoli in un percorso di economia circolare che prevede il recupero di tessuti e pellame di alta qualità da aziende del territorio e la realizzazione di accessori con tecniche artigianali. In fiera è possibile partecipare al laboratorio di rammendo invisibile, che la sartoria realizza grazie alla Casa Circondariale “Bassone” di Como.
Una sartoria sociale è un luogo di relazione in cui persone con provenienze e storie diverse collaborano alla creazione di pezzi unici. È uno spazio in cui il fare artigianale diventa strumento di inclusione: qui lavorano insieme migranti, persone fragili, tirocinanti, mettendo in comune competenze, tempi e creatività. Un luogo dove la diversità non è un limite ma una risorsa produttiva e ideativa.
Da Cremona, sempre sul filo dell’inclusione e della sostenibilità, un’altra sartoria sociale presente in fiera è Un filo pazzesco, che trasforma in maniera creativa abiti usati in prodotti nuovi coinvolgendo ragazzi con fragilità psichica. Usando la tecnica del patchwork su materiali esclusivamente di recupero, ricavano il maggior numero possibile di forme regolari dagli scarti di tessuto, massimizzando il recupero e riducendo al minimo gli sprechi. Inoltre, grazie a questa attività manuale, i ragazzi hanno l’opportunità di vedere la loro idea trasformarsi in un oggetto concreto, il che genera soddisfazione e sicurezza in se stessi: la moda diventa così uno strumento di responsabilità sociale e ambientale, non solo estetica.
Lo shopping consapevole a Fa’ la cosa giusta! si chiama anche swap party: esempio virtuoso di economia circolare nato vent’anni fa a New York e diventato un cult nelle metropoli europee, si basa sullo scambio di vestiti senza toccare il portafoglio, così da rinnovare e fare spazio nell’armadio facendo bene al pianeta grazie alla riduzione degli sprechi. Con il supporto dell’associazione di Lodi Progetto Pretesto, viene allestito in fiera uno spazio dove fare shopping a costo zero: i visitatori sono invitati a portare i propri capi che intendono dismettere (fino a 5, lavati e stirati), ricevendo un gettone per ogni capo, da usare per scegliere i vestiti esposti (da donna, uomo, bambino e abbigliamento tecnico).
Per rompere il ciclo del consumo eccessivo proponendo un’alternativa concreta, si presenta a Fa’ la cosa giusta! la bella novità di Leila Milano: la prima Biblioteca degli Oggetti in città (in zona 9) dove è possibile prendere e prestare oggetti, ovvero condividerli e non possederli. Uno spazio di scambio materiale che viene ricreato in fiera, che è anche luogo di relazioni tra persone che si incontrano attraverso gli oggetti di cui hanno bisogno, e scoprono che magari dietro a una richiesta di un trapano o di una macchina per tirare la pasta ci sono storie interessanti da ascoltare.
Fa’ la cosa giusta!. Fiera Milano Rho (padiglioni 16 e 20). 13-14-15 marzo 2026.Orari: ven e sab 9-20, dom 9.30-19§
Ingresso gratuito previa registrazione sul sito: falacosagiusta.org
(Foto di Alessia Gatta)
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
principe.rosso su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
lenny54 su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
Felice su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
principe.rosso su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
Fabio Rocchi su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.