Un inceneritore per l’ospedale di Freetown: il nuovo progetto di Medici con l’Africa Cuamm Varese
Attiva da marzo una raccolta di sostegno per un intervento al Princess Christian Maternity Hospital (PCMH) di Freetown, in Sierra Leone
Un inceneritore per smaltire in sicurezza i rifiuti ospedalieri e ridurre il rischio di infezioni. È questo l’obiettivo del nuovo progetto 2026 del gruppo di appoggio di Varese di Medici con l’Africa Cuamm, che da marzo avvia una raccolta di sostegno per un intervento al Princess Christian Maternity Hospital (PCMH) di Freetown, in Sierra Leone.
Si tratta di un progetto di promozione della salute, diverso da quelli realizzati negli anni precedenti ma altrettanto importante: la realizzazione di un sistema efficiente di combustione dei rifiuti biomedicali all’interno dell’ospedale.
Medici con l’Africa CUAMM Varese ODV
gruppo.varese@cuamm.org
IBAN IT08Y0310410800000000840284
www.cuamm.org
Perché serve un inceneritore
L’installazione di un nuovo inceneritore consentirà di ridurre il rischio di infezioni ospedaliere, evitando l’accumulo di materiali biologici e potenzialmente infettivi. La gestione corretta dei rifiuti sanitari è infatti un elemento fondamentale per la sicurezza di operatori sanitari, pazienti e visitatori. Senza un sistema adeguato di smaltimento, aumenta il rischio di contaminazione e peggiorano le condizioni igienico-sanitarie della struttura.

L’ospedale di riferimento per un milione di persone
Il progetto riguarda il Princess Christian Maternity Hospital di Freetown, una delle principali strutture sanitarie della Sierra Leone, Paese dell’Africa occidentale che si colloca tra gli ultimi al mondo per indice di sviluppo umano (185° posto su 191 secondo l’HDI 2025).
Medici con l’Africa Cuamm è presente nel Paese dal 2012 e collabora con il PCMH dal 2016. L’ospedale serve un’area di circa 1,27 milioni di abitanti ed è l’unica struttura del distretto che garantisce in modo continuativo assistenza alle emergenze ostetriche.
La struttura dispone di 125 posti letto e circa 500 dipendenti e offre un ampio spettro di servizi sanitari. Solo nel 2024sono stati registrati:
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7.604 parti assistiti
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50.725 pazienti curati
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17.609 consultazioni cliniche tra ambulatorio e pronto soccorso.
Un volume di attività così elevato comporta anche una produzione quotidiana significativa di rifiuti potenzialmente infettivi.
Il problema dell’inceneritore deteriorato
Attualmente l’inceneritore dell’ospedale è deteriorato e non più funzionante. Questo significa che non è possibile garantire una combustione sicura dei rifiuti sanitari, con conseguente accumulo di materiali biologici e infettivi. In assenza di un sistema adeguato di smaltimento, vengono compromesse le misure di prevenzione e controllo delle infezioni, con effetti negativi sull’intero sistema ospedaliero.

Un intervento in quattro azioni
Il progetto sarà realizzato all’interno del programma IPC – Infection Prevention and Control portato avanti da Cuamm nel PCMH e prevede quattro azioni principali da completare nell’arco di 12 mesi, sotto la supervisione di un responsabile locale e di un cooperante italiano.
Gli interventi previsti sono:
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Progettazione e monitoraggio del progetto (circa 8.700 euro), con spese per viaggi, trasporti e personale locale.
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Demolizione dell’inceneritore esistente e costruzione di una copertura protettiva e di una recinzione perimetrale, per evitare contatti con materiali infettivi e proteggere la struttura (circa 5.000 euro).
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Acquisto e installazione di due inceneritori prefabbricati per rifiuti biomedicali, con funzioni distinte e supporto strutturale dedicato (circa 34.000 euro).
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Formazione del personale sanitario e tecnico sul corretto smaltimento dei rifiuti ospedalieri (circa 10.000 euro).
Un progetto che ha bisogno di sostegno
Il gruppo di appoggio di Medici con l’Africa Cuamm Varese invita cittadini e sostenitori a contribuire alla realizzazione dell’intervento.
Ogni donazione destinata al progetto è detraibile fiscalmente e contribuirà a migliorare la sicurezza sanitaria di uno degli ospedali più importanti della Sierra Leone.
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