Varese rinuncia per ora allo studentato alle Bustecche: tempi troppo stretti per i fondi PNRR
In commissione consiliare il sindaco ha ricostruito l’evoluzione del bando Pinqua e il passaggio dei fondi nel PNRR, che impone la conclusione dei lavori entro il 30 giugno 2026. Il Comune ha deciso di non partecipare all’asta per evitare possibili ripercussioni sul bilancio comunale, ma resta l’ipotesi di riprendere il progetto se cambieranno le condizioni e le tempistiche
Il Comune di Varese rinuncia, almeno per ora, all’acquisizione degli appartamenti sopra la “piramide” del rione Bustecche destinati a un progetto di housing sociale legato al programma Pinqua. La decisione nasce dalle tempistiche troppo strette imposte dai fondi PNRR, che renderebbero rischioso per il bilancio comunale partecipare all’asta e completare i lavori entro la scadenza del 30 giugno 2026.
Il tema è stato discusso in commissione consiliare, dove il sindaco ha ricostruito il percorso del progetto, nato tra il 2020 e il 2021 con il bando nazionale Pinqua (Programma innovativo per la qualità dell’abitare) per rafforzare l’offerta abitativa della città.
Dal progetto sull’ex macello al trasferimento alle Bustecche
In origine l’intervento prevedeva il risanamento dell’area dell’ex macello civico e la realizzazione, accanto all’edificio, di nuove strutture residenziali. Nel tempo però il quadro dei finanziamenti è cambiato più volte: i fondi inizialmente statali sono confluiti nel PNRR, portando con sé scadenze molto più stringenti.
Il progetto complessivo valeva circa 14 milioni di euro. La parte legata alla bonifica e alla riqualificazione dell’ex macello, per circa 8 milioni, è tuttora in corso e procede secondo il cronoprogramma.
Diversa invece la sorte della componente abitativa. Nel 2024 l’amministrazione comunale ha deciso di spostare l’intervento dall’area dell’ex macello al quartiere Bustecche, individuando alcuni immobili liberi sopra la cosiddetta “piramide”. Si tratta di 28 appartamenti e alcuni spazi tra uffici e negozi, che avrebbero potuto essere recuperati per creare alloggi sociali, con una destinazione rivolta in particolare agli studenti.
La scelta puntava a velocizzare l’attuazione del progetto, utilizzando edifici già esistenti e situati su un’area di cui il Comune detiene il diritto di superficie.
I ritardi sull’asta e l’intervento della Prefettura
Per poter procedere con l’operazione era però necessario che gli immobili venissero messi all’asta dalla procedura di liquidazione. Il Comune di Varese ha sollecitato per oltre un anno l’avvio della procedura, arrivando anche a chiedere l’intervento della Prefettura attraverso la cabina di regia prevista per i progetti PNRR.
Solo dopo la seconda richiesta del Comune è stato pubblicato il bando d’asta, il 2 febbraio scorso, con scadenza fissata al 19 marzo.
Una tempistica che, di fatto, lascia pochissimo margine per eventuali lavori di ristrutturazione prima del termine fissato per i progetti finanziati dal PNRR.
Il rischio per il bilancio comunale
Il Ministero delle Infrastrutture ha chiarito che la scadenza finale per l’attuazione degli interventi è il 30 giugno 2026. Se i lavori non dovessero concludersi entro quella data, i finanziamenti PNRR non verrebbero riconosciuti e le spese resterebbero a carico dell’ente locale.
Per il Comune di Varese il rischio economico sarebbe significativo: circa 2 milioni di euro per gli interventi di manutenzione e tra 700 e 800 mila euro per le opere necessarie a rendere gli spazi effettivamente utilizzabili come alloggi.
Per questo l’amministrazione ha deciso di proporre al consiglio comunale una delibera per non procedere con l’acquisizione degli immobili.
Un passaggio politico in consiglio comunale
Il passaggio in consiglio non era strettamente necessario dal punto di vista amministrativo, ma è stato scelto dall’amministrazione per condividere la decisione con tutte le forze politiche.
Durante la discussione alcuni consiglieri hanno sottolineato l’interesse del progetto per il quartiere Bustecche e per la città, anche per la possibilità di creare nuovi alloggi per studenti in una zona vicina all’università e ben collegata con il centro.
L’auspicio emerso nel dibattito è che, in caso di eventuali proroghe delle scadenze del PNRR o di nuove condizioni favorevoli, il progetto possa essere ripreso in futuro.
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