A Castronno rivivono gli anni Settanta con “Presto occuperemo il paradiso”: un libro che diventa concerto
Tra radio libere, piazze e nuove tecnologie, la serata di Materia mette al centro il dialogo tra epoche diverse e il ruolo dell’arte
Una serata che ha fatto dialogare letteratura e musica per riportare il pubblico dentro lo spirito degli anni Settanta. Venerdì 24 aprile, a Materia, lo spazio culturale di VareseNews, è andato in scena Presto occuperemo il paradiso, incontro ispirato all’omonimo romanzo di Gianni Gandini e condotto dal giornalista Marco Tresca.
L’evento ha alternato letture, racconto e musica dal vivo, costruendo un percorso che ha unito passato e presente. Al centro, la storia di Manuel, giovane gamer protagonista del libro, catapultato nel 1977 attraverso una neuro-simulazione che intreccia Metaverso, radio libere e lotte studentesche.
Un viaggio tra generazioni e immaginazione
Nel dialogo con il pubblico, Gandini ha raccontato la genesi del romanzo e i suoi temi principali: il rapporto tra genitori e figli, il peso delle scelte e la dimensione culturale di un decennio complesso. «Negli anni Settanta la condivisione era reale, ci si incontrava nelle piazze e nei luoghi della musica – ha spiegato l’autore – oggi il racconto passa anche attraverso nuove forme, ma il bisogno di relazione resta lo stesso».
Il libro gioca su più piani narrativi, mescolando generi e linguaggi diversi, proprio come accadeva in quegli anni in cui letteratura, musica e impegno sociale si contaminavano continuamente.

La musica come racconto
A rendere ancora più immersiva la serata, le esecuzioni dal vivo che hanno accompagnato i momenti di lettura. Sul palco, insieme a Gianni Gandini al piano elettrico, Mauro Cassinari al sassofono e Mauro “Lake” Aimetti, voce e chitarra degli Emerson, Lake & Palmer Project.
Un intreccio tra parole e suoni che ha restituito l’atmosfera del decennio, sottolineando il ruolo centrale della musica come strumento di espressione e identità. «La musica – ha ricordato Gandini – non è un semplice passatempo, è qualcosa che ci appartiene profondamente».

Dalle radio libere al presente
Tra i passaggi più significativi, il richiamo al mondo delle radio libere e alla capacità della musica di raccontare il contesto sociale e politico. Un confronto inevitabile con l’oggi, dove le modalità di fruizione sono cambiate ma resta la necessità di creare spazi di incontro e confronto.
La serata si è chiusa con un dialogo aperto con il pubblico, tra riflessioni sulla creatività, sul ruolo delle nuove tecnologie e sul bisogno di recuperare una dimensione collettiva. Un appuntamento che conferma la vocazione di Materia a essere un luogo di cultura viva, capace di mettere in relazione linguaggi diversi e generazioni lontane.
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