Consulta Giovanile, l’amministrazione replica alle associazioni: “Avvisate, la porta è sempre aperta”
Le realtà giovanili avevano denunciato di non essere state coinvolte nel rilancio dell'organismo. L'assessora Di Maggio e il consigliere Capriolo ricostruiscono i fatti e invitano al dialogo
La Consulta Giovanile del Comune di Varese è ripartita, ma alcune associazioni giovanili del territorio non ne fanno parte e hanno scelto di dirlo pubblicamente. In un comunicato, diverse realtà hanno denunciato di non essere state adeguatamente coinvolte nel percorso di ricostituzione dell’organismo, lamentando che le loro proposte di modifica al regolamento, avanzate nel 2024, non siano state accolte e che l’avvio della Consulta sia stato appreso «in modo casuale». Oggi l’organismo risulta composto da 9 istituti scolastici, 4 associazioni giovanili legate ai partiti politici e sole 2 associazioni.
La replica dell’assessora
L’assessora ai servizi educativi Rossella Di Maggio non nasconde il disappunto. «Sono rimasta senza parole, ed è raro che mi succeda», ha detto. Sul tema dell’età, è netta: «Una consulta giovanile con referenti di 35 anni? A me interessa che siano i ragazzi giovani a cominciare». Quanto alla comunicazione, ha precisato che il 28 novembre le sue collaboratrici hanno inviato tramite il gruppo WhatsApp dell’Informagiovani il link alla manifestazione di interesse, oltre alla pubblicazione formale degli atti amministrativi. «Non si può dire che non sono stati avvisati», ha aggiunto, citando anche il caso di un’associazione i cui membri frequentano quotidianamente l’aula studio comunale. «Ci sono rimasta male, ve lo dico da persona, non da assessore».
La posizione del consigliere Capriolo
Il consigliere delegato alle politiche giovanili Matteo Capriolo ha difeso l’impostazione del regolamento, spiegando che il limite dei 30 anni era stato scelto dopo aver studiato le esperienze di altri comuni, molti dei quali si fermano a 27 o 28 anni. «Volevamo concentrare l’attenzione sui più giovani, che hanno bisogno di uno spazio per parlare». Sulla rappresentanza politica, ha spiegato che la sproporzione del vecchio regolamento è stata corretta: ora tutti i soggetti, associazioni e movimenti politici, hanno due referenti ciascuno. Capriolo ha riconosciuto possibili incomprensioni nella comunicazione, ma ha ribadito la disponibilità al dialogo: «Il mio numero è conosciuto. Sentiamoci».
Il presidente eletto, Gianluca Piccoli dell’associazione “To.Be.”, è estraneo alle dinamiche politiche e ha già iniziato a lavorare per aggregare le realtà del territorio. La porta, assicurano sia l’assessora che il consigliere, resta aperta. Ora tocca vedere se qualcuno la attraverserà.
La consulta giovanile di Varese è “un’occasione desiderata, ma mancata e sprecata”
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