Cuasso al Monte: l’ospedale chiude e i milioni del PNRR destinati al suo rilancio trovano altro impiego
La decisione definitiva mette la parola fine al presidio. I 3,7 milioni del PNRR per realizzare l’ospedale di comunità verranno rimodulati verso altre strutture. I 24 milioni promessi, invece, sono sempre stati solo sulla carta
Con l’annuncio dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso si chiude definitivamente il capitolo dell’Ospedale di Cuasso al Monte. La struttura non riaprirà con con funzioni socio sanitarie e sicuramente non come ospedale di comunità.
Il destino dei 3,7 milioni di euro del PNRR
La parola fine pone la questione dei 3,7 milioni di euro che erano stati destinati alla sistemazione del padiglione Medicina. « Quei fondi ritornano nella disponibilità del Ministero – spiega il direttore dell’Asst Sette Laghi Mauro Moreno – Ci sarà una rimodulazione formale tra Stato e Regione. Occorrerà attendere quel confronto. Regione ha raggiunto gli obiettivi che le erano stati assegnati nella realizzazione delle strutture territoriali come case e ospedali di comunità. Ritengo, quindi, che i fondi legati a Cuasso al Monte potrebbero rimanere nella sua disponibilità per essere investiti nel miglioramento di strutture già realizzate».
In particolare, il delta economico tra quanto stanziato per Cuasso e quanto effettivamente speso per realizzare l’ospedale di comunità di Tradate diventa utilizzabile per correggere le carenze di altri presidi, piccole migliorie nell’ordine dei 3 o 4 milioni di euro.
Nel bacino dell’Asst Sette Laghi, la pianificazione regionale prevedeva Case della Comunità a Laveno Mombello, Angera, Tradate, Varese e Luino, e Ospedali di Comunità a Luino e a Cuasso al Monte, poi trasferito a Tradate. I finanziamenti sono andati o stanno andando nella direzione indicata e nei tempi assegnati ( 30 giugno).
Il cantiere mai decollato
Per l’ospedale di Cuasso le cose non sono mai andate come avrebbero dovuto. Il 16 dicembre 2024 era sembrato il punto di svolta con l’assegnazione del cantiere all’impresa che avrebbe dovuto ristrutturare il Padiglione Medicina. I lavori erano concentrati al primo piano per ricavare venti posti letto di degenza sociosanitaria a gestione infermieristica. La durata stimata era di 540 giorni.
Ma quel cantiere, una volta avviato, non ha portato alla riapertura dell’ospedale. I vandalismi ripetuti nel presidio hanno dissuaso l’impresa dal proseguire: « L’impresario edile ha quindi deciso di spostare personale e materiali nell’altro cantiere che aveva attivo con noi, ad Angera per realizzare la Casa di Comunità» racconta ancora il DG Moreno.
I 24 milioni che non ci sono mai stati
Ben diverso è il caso dei 24 milioni di euro che, per anni, hanno aleggiato sul futuro di Cuasso al Monte come promessa di rilancio complessivo del presidio. Una cifra ripetuta, discussa, citata in consiglio regionale, ma che non ha mai trovato un reale stanziamento.
Il Ministero non ha mai formalmente allocato quei fondi. Sul fronte regionale, il consigliere Emanuele Monti aveva assicurato che la Regione avrebbe provveduto in autonomia. Ma l’annuncio di Bertolaso ha messo la parola fine anche a questa ipotesi.
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