Dall’hospice di Varese alle scuole, l’associazione Sulle Ali: “Parlare della morte per superare i tabù”
Emanuela Volpe racconta nel podcast Soci All Time il racconto di un impegno quotidiano fatto di ascolto, presenza e formazione, con un’attenzione particolare anche ai giovani coinvolti in percorsi educativi nelle scuole
L’associazione Sulle Ali, attiva dal 2011 a Varese, racconta il proprio impegno nel podcast “Soci all time” realizzato in collaborazione con CSV Insubria, portando al centro il valore delle cure palliative e della relazione umana nel fine vita. Una realtà che opera tra hospice e assistenza domiciliare, grazie a una ventina di volontari formati per accompagnare i malati terminali e le loro famiglie in un momento delicato della vita. A raccontarla è la presidente dell’associazione Emanuela Volpe.
Un supporto concreto tra hospice e domicilio
All’interno dell’Hospice di Varese, dove seguono una decina di stanze, e nelle case dei pazienti, i volontari costruiscono una vera e propria relazione d’aiuto. Non si tratta di assistenza sanitaria, ma di una presenza qualificata capace di rispondere ai bisogni psicologici, relazionali e spirituali. «Il volontario è una figura con cui il malato può aprirsi liberamente» – spiega Emanuela Volpe. Spesso, infatti, i pazienti condividono pensieri e paure che preferiscono non esprimere ai familiari, per non gravare su di loro.
Sollievo e sostegno anche per le famiglie
Un ruolo importante riguarda anche i caregiver. La presenza dei volontari permette ai familiari di prendersi una pausa, alleggerendo il carico quotidiano dell’assistenza. Inoltre, i volontari favoriscono una comunicazione più efficace all’interno della famiglia, aiutando a gestire emozioni e difficoltà. Un supporto che diventa fondamentale soprattutto nelle cure domiciliari.
Portare normalità anche negli ultimi momenti
Tra le attività proposte ci sono anche momenti di convivialità e piccoli gesti simbolici: feste, ricorrenze, occasioni per creare un clima di normalità. «Anche nell’ultimo tratto di vita è possibile vivere momenti significativi» – racconta la presidente. L’obiettivo è migliorare la qualità del tempo, più che allungarne la durata.
Il lavoro culturale nelle scuole
Accanto all’assistenza, Sulle Ali promuove un’intensa attività di sensibilizzazione. Nelle scuole, i volontari affrontano il tema della morte e della malattia grave per superare paure e pregiudizi. Il progetto punta a coinvolgere i ragazzi con un linguaggio vicino al loro, favorendo il dialogo e l’espressione dei vissuti. Non lezioni frontali, ma percorsi partecipati che aiutano a comprendere il valore delle cure palliative.
Formazione e nuovi volontari
Per garantire qualità e tutela emotiva, l’associazione propone un percorso formativo strutturato: otto incontri, tirocinio e supervisione costante. «Non basta la buona volontà, servono strumenti» – sottolinea. I volontari imparano a gestire la relazione, la comunicazione e anche il proprio coinvolgimento emotivo. Un nuovo corso è in partenza, con l’obiettivo di accogliere nuovi membri e continuare a diffondere una cultura della cura che metta al centro la persona.
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