I giovani sindaci ad Albizzate da tutta Italia sono un’onda verso il futuro: indossano la fascia tricolore e ci credono davvero
È andato in scena il Terzo Raduno Nazionale dei Consigli Comunali delle Ragazze e dei Ragazzi, Cinquantuno delegazioni, venti dalla provincia di Varese, le altre da Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania e Sicilia
Cala l’affluenza alle urne, crescono i vandalismi, le “baby gang” diventano un’emergenza nelle periferie. Eppure lunedì mattina, nella Sala Piotti del Comune di Albizzate, 265 studenti provenienti da tutta Italia hanno indossato la fascia tricolore, giurato sulla Costituzione e dimostrato che un altro rapporto tra i giovani e la cosa pubblica è possibile.
È andato in scena il Terzo Raduno Nazionale dei Consigli Comunali delle Ragazze e dei Ragazzi, tappa lombarda di un progetto che negli anni precedenti aveva toccato Caiazzo e Caserta. Cinquantuno delegazioni — venti dalla provincia di Varese, le altre da Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania e Sicilia — si sono ritrovate per la cerimonia di giuramento, accompagnata dall’Inno di Mameli, alla presenza del Prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, del dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Giuseppe Carcano e delle autorità provinciali.
“Iniziative che restituiscono il senso di appartenenza”
A dare la cornice più esplicita all’evento è stato il dirigente dell’UST Giuseppe Carcano, che ha collegato direttamente l’iniziativa al degrado civico che si osserva nel Paese: «Abbiamo visto l’affluenza alle urne diminuire drammaticamente. Aumenta l’offesa al senso civico, i vandalismi — lo sanno bene i sindaci quanta fatica si fa — le baby gang, insomma tutta una serie di segnali veramente preoccupanti».
Di fronte a questo quadro, iniziative come questa «ribaltano completamente il senso dell’appartenenza, il senso di essere cittadini di un comune, di una nazione, cittadini europei e anche cittadini del mondo». Nel pomeriggio i ragazzi sarebbero stati impegnati in laboratori tematici su pace, solidarietà e dialogo: «Costruire la pace adesso che sembra una parola gridata nel deserto da poche persone», ha osservato Carcano. «La politica è alla fine un cercare un accordo con le persone. Compromesso vuol dire promettiamoci insieme».
“Un’onda verso il futuro”
Il sindaco di Albizzate Mirko Zorzo, che ha aperto i lavori davanti a una sala gremita, ha parlato di «onda verso il futuro» vedendo tanti ragazzi tra le autorità. Anche il sindaco di Cavaria con Premezzo Franco Zeni ha richiamato il primo articolo della Costituzione: «La sovranità appartiene al popolo. Voi siete il popolo. Dovete essere orgogliosi di quella fascia che portate: significa mettersi a disposizione degli altri». Il Prefetto Pasquariello ha invitato i giovani sindaci a coltivare due capacità fondamentali: «L’ascolto e la decisione. Vivete questo momento come una palestra, come un allenamento a diventare adulti».
Una giornata di laboratori e partecipazione
Il raduno è promosso a livello nazionale da Giuseppe Adernò e organizzato in provincia di Varese dall’Istituto Comprensivo E. Fermi di Cavaria con Premezzo, scuola capofila della rete provinciale dei Consigli Comunali dei Ragazzi, guidata dalla dirigente Deborha Salvo. «Non è stata abbastanza capiente questa sala per accogliere tutte le richieste», ha detto Salvo nel suo saluto, sottolineando come si sia reso necessario aprire un collegamento da remoto per chi non aveva trovato posto. L’iniziativa è patrocinata da Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Provincia di Varese e Ufficio Scolastico Territoriale.

La provincia di Varese conta circa trentacinque realtà che hanno adottato il modello del consiglio comunale dei ragazzi, una delle concentrazioni più alte d’Italia.
Il saluto di Giorgia Meloni
Anche la presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, impossibilitata a partecipare, ha voluto far arrivare un messaggio scritto ai ragazzi. «So bene che la narrazione dominante tenta di descrivere tutti i politici allo stesso modo», ha scritto Meloni, invitando però i giovani a immaginare la politica «come qualcosa di completamente diverso. Di profondo, di nobile, di puro». Un passaggio del messaggio ha affrontato direttamente il tema della sfiducia: «Vi chiedo di non credere a chi vi dice che impegnarsi è inutile, perché è tutto già scritto. Non è così, e chi lo sostiene è parte del problema». La presidente ha concluso con un augurio: trasformare l’orgoglio di indossare la fascia tricolore in «energia, passione, impegno» al servizio del bene comune.

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