Il mondo del basket piange Oscar, grande avversario della DiVarese
Il formidabile tiratore brasiliano è scomparso a 68 anni, molti dei quali trascorsi a segnare valanghe di punti. Nel 1988 con Caserta vinse la Coppa Italia contro Varese, poi perdette la finale di Coppa delle Coppe in un match leggendario
Ora Maõ Santa potrà chiedere la rivincita a Mozart. All’età di 68 anni per complicazioni legate al tumore alla testa di cui soffriva da tempo, è morto Oscar Schmidt, il formidabile tiratore brasiliano che è stato per tanti anni protagonista della Serie A italiana di basket, prima (e soprattutto) con la maglia della Juve Caserta e poi con quella di Pavia.
Un giocatore straordinario, probabilmente il più forte della sua epoca a non aver mai giocato in NBA, “campione” del basket FIBA e detentore di numerosissimi record, alcuni dei quali sono stati battuti solo di recente senza però togliere l’aura ai suoi primati. Per dirne uno: quello di punti realizzati in carriera in partite ufficiali, 49.737, superato due anni fa solo da LeBron James.
Oscar ha segnato tantissimo e vinto poco, a livello di club (con il Brasile si è invece tolto diverse soddisfazioni partecipando anche a 5 Olimpiadi): addirittura nella “sua” Caserta ha sollevato al cielo un solo trofeo di squadra, ahinoi la Coppa Italia del 1988 conquistata a Bologna contro la “nostra” DiVarese costretta a giocare senza Rusconi e Boselli. Quasi incredibile la circostanza che, nel primo anno senza di lui, la Juve riuscì a conquistare l’unico scudetto della sua storia, immortalato nella splendida serie tv “Scugnizzi per sempre”.
In quegli anni la rivalità tra Varese e Caserta fu molto alta: il campionato italiano era al suo livello più alto tanto da essere considerato il più importante al di fuori della NBA e le due squadre – insieme a Milano, Pesaro, Virtus e altre, erano tra le più forti (ma meno vincenti) del lotto. Generalmente la DiVarese affidava la marcatura di Oscar a Sacchetti, ottimo difensore, ma con il brasiliano in campo (28 volte sopra i 50 punti) era comunque da mettere in conto una “goleada” da parte sua.
Tra le partite incredibili di cui Oscar è stato protagonista anche quella a cui si riferisce l’inizio di questo articolo, la finale di Coppa delle Coppe del 1989 andata in scena al Palazzo della Pace e dell’Amicizia del Pireo. In quella notte pazzesca, il brasiliano mise a segno 44 punti ma Caserta capitolò contro il Real Madrid, dopo un supplementare, trascinato da Drazen Petrovic che di punti ne realizzò 62. Ora però, in cielo, la Maõ Santa brasiliana può chiedere la rivincita al Mozart dei canestri.
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