Il paradosso Lombardia, trafficata ed edificata ma la migliore per fare cicloturismo
Grande partecipazione per la presentazione del libro di Albano Marcarini "La Lombardia in bicicletta". Oltre 5.700 chilometri di percorsi raccontati in una guida che unisce turismo, cultura e mobilità sostenibile
Una serata partecipata e ricca di spunti quella che si è svolta lunedì 13 aprile a Materia, dove è stato presentato il libro “La Lombardia in bicicletta” (edizioni Ediciclo) del cartografo e urbanista Albano Marcarini. Un incontro che ha richiamato appassionati di cicloturismo e curiosi, confermando l’interesse crescente verso il tema della mobilità dolce e della scoperta del territorio su due ruote.
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Un libro “pedalato”
Al centro dell’incontro il lavoro di Marcarini, frutto di quasi due anni di lavoro sul campo. «È un libro pedalato, non solo scritto» ha spiegato l’autore, sottolineando come ogni itinerario sia stato percorso personalmente prima di essere raccontato.
La guida raccoglie oltre 100 percorsi per un totale di circa 5.700 chilometri, attraversando tutta la Lombardia tra fiumi, pianure e montagne, con l’obiettivo di far conoscere una rete ciclabile spesso poco valorizzata.
Pedalare per conoscere
Il dialogo con Giovanni Martinelli, esperto di cicloturismo, ha messo in evidenza un aspetto centrale: la bicicletta come strumento per leggere il territorio.
«Pedalare e camminare sono modi per capire il mondo e avvicinare le persone» ha spiegato Marcarini, ricordando come la Lombardia, nonostante sia una delle regioni più urbanizzate, offra ancora molte opportunità per scoprire paesaggi e storia lontano dal traffico.
Tra gli esempi citati, i tanti itinerari della provincia di Varese, la ciclabile dell’Adda e il Sentiero Valtellina, veri e propri “viaggi nella storia” che permettono di osservare da vicino l’evoluzione economica e sociale del territorio.
Una rete da valorizzare
Non sono mancati i temi critici. Dalla manutenzione delle piste alla mancanza di collegamenti tra province, fino alla necessità di un coordinamento più ampio.
«Le infrastrutture ci sono, ma spesso non sono conosciute o non sono collegate tra loro» è uno dei punti emersi durante la serata, insieme alla proposta di una gestione più strutturata della rete ciclabile, sul modello di quanto avviene per strade e ferrovie.
Il cicloturismo come opportunità
Ampio spazio anche al potenziale turistico della bicicletta. La Lombardia, con i suoi fiumi, laghi e siti culturali, può diventare una destinazione di primo piano, anche a livello europeo.
Tra i progetti illustrati, il “Grand Tour UNESCO della Lombardia”, un anello di oltre 800 chilometri che collega i principali siti patrimonio dell’umanità, offrendo un modo diverso di visitare la regione.
La serata si è conclusa con domande e interventi dal pubblico, tra esperienze personali, suggerimenti e riflessioni sui servizi per i ciclisti, come i punti ristoro e l’integrazione con il trasporto ferroviario.
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