«Il rumore fa ammalare», in Svizzera 500 morti all’anno per il baccano del traffico
In occasione della Giornata nazionale contro il rumore, le autorità svizzere accendono i riflettori sull'impatto del traffico e le strategie messe in campo per ridurlo: dall'asfalto fonoassorbente al "rumorometro"
Il rumore non è solo fastidioso, può diventare un vero fattore di rischio per la salute. In occasione della Giornata nazionale contro il rumore, promossa da Cercle Bruit, il Dipartimento del territorio e il Dipartimento della sanità e socialità del Canton Ticino rilanciano l’attenzione sull’impatto dell’inquinamento acustico, con un focus particolare sul rumore generato dal traffico stradale.
I rischi per la salute
Le evidenze scientifiche sono chiare: l’esposizione cronica al rumore comporta conseguenze tangibili sull’organismo. I dati dipingono un quadro preoccupante: solo in Svizzera si registrano circa 500 decessi l’anno riconducibili statisticamente all’inquinamento acustico derivante dal traffico. L’esposizione prolungata è infatti correlata a un aumento dei livelli di stress, disturbi del sonno, ipertensione e problematiche di salute mentale come ansia e depressione.
Gli esperti sottolineano come il silenzio, inteso non come assenza totale di suono ma come ambiente acusticamente favorevole, sia una risorsa fondamentale per permettere all’organismo di rigenerarsi, favorendo il riposo e la concentrazione.
Costi sociali ed economici
Oltre al peso sulla sanità pubblica, l’inquinamento fonico genera ripercussioni economiche. Gli immobili situati in zone esposte a livelli sonori eccessivi subiscono spesso una perdita di valore. Promuovere il silenzio, diventa quindi anche un investimento concreto sul patrimonio immobiliare del territorio.
Le strategie di intervento
Per contrastare il fenomeno, il Dipartimento del territorio è impegnato da anni in misure strutturali. Tra le iniziative principali figurano la posa di circa 180 chilometri di asfalto fonoassorbente su tutto il territorio cantonale e l’implementazione di riduzioni di velocità nei tratti stradali più sensibili.
Dal 2021 è inoltre attivo il “rumorometro“. Si tratta di un dispositivo di sensibilizzazione messo a disposizione gratuitamente dei Comuni, capace di segnalare in tempo reale i picchi di rumore causati dalle brusche accelerazioni, anche quando i limiti di velocità vengono rispettati. L’obiettivo è quello di incoraggiare uno stile di guida più consapevole. Le autorità comunali interessate a monitorare e migliorare la qualità dell’ambiente sonoro locale possono fare richiesta dello strumento attraverso il portale istituzionale.
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