La riflessione del sindaco di Brenta sulla scuola: “Torni ad essere luogo di dialogo e confronto”
In un periodo in cui il futuro appare sempre più incerto e complesso, "gli insegnanti devono saper ascoltare, rispondere, fornire strumenti per affrontare le complessità della vita", spiega Gianpietro Ballardin
«La scuola, anche nei nostri piccoli paesi, oggi è cambiata così come sta cambiando velocemente la società».
Comincia così la riflessione del sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin su di un tema che sta crescendo col crescere della preoccupazione da parte degli adulti su di una generazione in difficoltà.
«In questo avanzare veloce del contesto in cui opera deve, nei suoi metodi di insegnamento, adottare un approccio multidisciplinare per integrare competenze pedagogiche, psicologiche e sociali, capaci di rispondere ai bisogni dei soggetti che la frequentano. Diventa quindi fondamentale creare un ambiente inclusivo che sappia accogliere le diverse identità, capace di promuovere una partecipazione attiva degli studenti (ne parlava in un fondo sul Corriere della Sera ieri Walter Veltroni ndr) , anche di quelli provenienti da minoranze etniche o da contesti familiari complessi. Il ruolo dell’insegnante si muove oggi anche nel saper riconoscere le emozioni dei bambini per poi sostenerli nell’apprendimento e nella crescita scolastica».
«Oggi sempre di più la scuola è un raccoglitore di emozioni, talenti e anche disagi, vissuti dai bambini nei contesti familiari ed extrafamiliari. Sempre di la scuola deve essere un luogo di dialogo e confronto, un ambiente in cui si riconoscono e si rispettano le differenze, creando un tessuto sociale più inclusivo e consapevole, non solo per stimolare l’apprendimento conoscitivo, ma anche una crescita sociale e morale degli studenti, contribuendo a formare cittadini responsabili e consapevoli del proprio valore personale nella costruzione di una società moderna. Nelle situazioni odierne si assiste ad una difficoltà crescente delle famiglie. In questo peggioramento del contesto, la funzione educativa della scuola diventa ancora più centrale, e la differenza tra istruzione ed educazione, diventa sempre più fondamentale. La prima, la funzione educativa, si concentra sulla trasmissione di competenze, la seconda, l’educazione, deve operare per formare il percorso di soggettività e di valori. È costume diffuso oggi criticare l’idea di un insegnamento che elimina ogni distinzione tra chi insegna e chi apprende, ma l’insegnante deve rimanere, a mio avviso, quella figura che nella diversità dei ruoli oltre a trasmettere conoscenze ha il compito di guidare, ispirare e formare individui che sappiano costruirsi un ruolo nella futura società. Il ruolo dell’insegnante si configura nell’ambito di una “missione” che richiede non solo competenze disciplinari, ma anche un forte coinvolgimento emotivo e un impegno costante, per supportare gli studenti nel loro percorso di crescita personale e formativo».
In un periodo in cui il futuro appare sempre più incerto e complesso, «gli insegnanti devono saper ascoltare, rispondere, fornire strumenti per affrontare le complessità della vita specie con l’avanzare di modelli che vedranno sempre più un uso della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, una diversità culturale crescente, la necessità di inclusione di studenti con bisogni educativi speciali, una crisi climatica che richiede nuove forme di educazione civica e ambientale. Gli insegnanti dovranno dimostrare la loro capacità di adattarsi all’innovazione verso le nuove generazioni, spiegando che dovranno essere sempre più istruiti per reggere le sfide del mondo del lavoro, ma anche per essere cittadini consapevoli e responsabili. Per affrontare le esigenze che sono oggi elemento fondamentale per la costruzione di una società migliore, la formazione e una giusta retribuzione sono fondamentali per garantire lo standard educativo capace di competere con le sfide moderne. Anche la formazione continua è una vera e propria necessità per gli insegnanti perché consente di affrontare le sfide educative in modo più efficace. Una formazione che sappia rendere gli insegnanti, non solo consumatori passivi di informazioni, ma protagonisti attivi dello sviluppo, capaci di adattare le metodologie di insegnamento per rispondere alle esigenze di ogni studente e creare un ambiente di apprendimento ottimale. Una formazione continua degli insegnanti, comprendente gli aspetti sociali della crescita e del contesto dove vivono gli alunni non rappresenta semplicemente, a mio avviso un obbligo, ma una strategia fondamentale della nostra società per migliorare l’intero sistema educativo, specie in un contesto che cambia così rapidamente ed è essenziale per garantire un’istruzione di qualità. Tutti noi dobbiamo riconoscere che la costruzione di una comunità inizia proprio dall’ambiente scolastico. In un mondo che sta “impazzendo” nell’incapacità di gestire i conflitti e le guerre, la scuola può essere l’elemento che promuove la pace attraverso l’educazione, con i progetti di interculturalità, i laboratori di legalità, gli incontri collaborativi, non sostituendosi al ruolo che devono esercitare i genitori e la famiglia ma integrandosi per migliorarne il contesto, aiutando così gli studenti nella loro crescita a riconoscersi in un’umanità e in una società condivisa», conclude il Sindaco del comune di Brenta Gianpietro Ballardin.
(foto d’archivio)
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