L’abbraccio straziante di Varese a Matteo: «Sarai per sempre un nostro fratello»
Chiesa di Biumo Inferiore colma per l'addio al 18enne. Il dolore della comunità albanese e degli amici del liceo: «Il tuo sorriso era contagioso»
C’è un silenzio che fa rumore, interrotto solo dai singhiozzi che rigano il volto di una città intera. La chiesa di Biumo Inferiore non è bastata a contenere il dolore per l’ultimo saluto a Matteo Syku, il diciottenne scomparso tragicamente pochi giorni fa. La folla era ovunque: nelle navate, sul sagrato e persino al piano superiore, aperto eccezionalmente per permettere alle centinaia di persone presenti di partecipare alla cerimonia.
Galleria fotografica
Un mosaico di volti e storie si è stretto attorno alla famiglia: c’era la numerosa comunità albanese, orgogliosa delle origini di Matteo, e c’erano tantissimi varesini. C’erano i compagni della 5ª C del liceo scientifico, molti compagni di altre classi, i professori, il dirigente Marzo Zago, l’intero consiglio di istituto e il comitato genitori. C’erano gli amici dell’oratorio dove faceva l’animatore e i compagni di squadra con cui aveva condiviso i campi di calcio. Presenti anche il sindaco Davide Galimberti, visibilmente commosso, e il consigliere regionale Giuseppe Licata.
«Promesse che porteremo con noi»
In apertura, dopo il rosario, la voce degli amici ha riempito il vuoto lasciato da Matteo. Lettere cariche di vita, di progetti spezzati e di una gratitudine infinita.
«Eri un compagno di banco fantastico, una testa calda con cui si discuteva ma ci si chiariva con un abbraccio», hanno ricordato i compagni di scuola. «Ci eravamo promessi tante cose: il viaggio dopo il liceo, l’università, perfino di costruire le nostre case vicine. Avevamo scritto un foglio con le cose da fare, come se il tempo fosse infinito».
Anche i compagni di squadra hanno voluto ringraziarlo: «Sei stato il primo amico sul campo. Porteremo sempre con noi la tua gioia, anche nelle sconfitte». 
Il ponte tra due culture
La cerimonia è stata celebrata da don Maurizio Cantù insieme a don Prele, parroco albanese, a testimoniare quel legame profondo che Matteo incarnava.
«Signore, se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto», ha esordito don Maurizio nell’omelia, riprendendo le parole di Marta per Lazzaro. «È il pensiero che abita i nostri cuori oggi. Ma Matteo ci ha lasciato una testimonianza semplice: la fede nella vita che resta».

Suor Lucia Brasca ha tratteggiato il profilo di un ragazzo generoso: «L’abbiamo visto nella dedizione come animatore, nei piccoli gesti e nell’orgoglio per le sue radici albanesi. Matteo vive in queste cose che ora noi dobbiamo provare a vivere».
L’ultimo messaggio della famiglia
Al termine della funzione, don Maurizio ha letto un messaggio della famiglia, parole che hanno dato voce allo strazio di una madre e di un padre: «Nessun genitore è preparato a dire addio a un ragazzo così giovane. Matteo è stato una luce nelle nostre vite, capace di sorprenderci ogni giorno. Ci conforta pensare che continuerà a vegliare su di noi. Grazie per ogni istante».
Mentre la bara lasciava la chiesa, accompagnata dal lancio di palloncini bianchi e neri (più uno solo rosso) e dai ricordi di quel ritorno in America sognato e di quelle “battute stupide” che rendevano speciale la quotidianità, è rimasta la promessa dei suoi amici: «Il mondo lo conquisteremo anche per te».

Galleria fotografica
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Nuovo livello del Lago Maggiore, protestano albergatori e gestori di spiagge
Felice su La bici vale miliardi: sei percorsi ciclabili attraversano la provincia di Varese
GrandeFratello su La bici vale miliardi: sei percorsi ciclabili attraversano la provincia di Varese
lenny54 su Nuovo livello del Lago Maggiore, protestano albergatori e gestori di spiagge
Guido30 su La bici vale miliardi: sei percorsi ciclabili attraversano la provincia di Varese
Gian Battista su Meno letti, più specializzazione: come sono cambiati gli ospedali varesini negli ultimi vent'anni













Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.