Liste d’attesa: “Devo fare un esame urgente ma non ho risposta: costretta a pagare per avere una diagnosi”
Dal Cup al percorso di garanzia, senza esito: il racconto di una paziente che, dopo settimane di attesa, sceglie la libera professione per ottenere la diagnosi e la cura
Un dolore che non passa. Il medico della visita specialistica che prescrive un esame da fare entro dieci giorni ( priorità breve). Un sistema sanitario che non può garantire quell’urgenza e lascia nel limbo la paziente.
È la storia che racconta V.B. che dal 23 marzo scorso sta tentando di ottenere quell’esame specialistico necessario a definire l’esatta diagnosi e ottenere la terapia mirata.
«Con la prescrizione rilasciata dal medico mi sono subito attivata – spiega V.B. – Il Cup regionale mi fissa la prestazione il 5 maggio a Como. Con i tempi decisamente non ci siamo, così decido di presentarmi al Cup dell’Asst Sette Laghi ma, anche in questo caso, non hanno date disponibili. Vengo allora inserita nel percorso di garanzia. Mi arriva quel giorno stesso una email da Regione Lombardia che conferma la presa in carico della mia richiesta e mi assicura che entro 3 giorni sarei stata contattata. Invece, il nulla…».
V.B. cerca di avere notizie.
Il primo aprile scorso invia un’e-mail di sollecito all’ufficio protocollo della Sette Laghi (secondo le istruzioni rilasciate dal CUP) che non riceve risposta. Il 9 aprile ci riprova questa volta mettendo in copia anche l’URP di Ats Insubria che la contatta nel giro di qualche ora: « Mi chiede conferma del mancato appuntamento e l’operatore mi riferisce che avrebbe fatto partire una segnalazione. Nel giro di poco ricevo, per conoscenza, la mail che l’URP ATS invia all’URP di Asst. Ma, a oggi, ancora nessun contatto per appuntamento».
V.B. si rivolge anche allo sportello SOSliste d’attesa ma, anche in questo caso, i tempi sono eccessivamente lunghi ( appuntamento il 16 aprile) per far partire l’esposto: « Vista la situazione ho deciso di prenotare una prestazione in regime di libera professione per avere quella benedetta diagnosi che mi farà ottenere la terapia».
V.B. ha, però, deciso di non lasciar cadere la cosa e di ottenere la garanzia del suo diritto: « Sto scrivendo alla Sette Laghi per capire come poi potrò rivalermi economicamente sul Servizio sanitario pubblico, dato che non mi hanno garantito la prestazione nei tempi previsti. Io lavoro nella sanità e ho maggiori strumenti rispetto alla gran parte dei cittadini che non ottengono risposte e vengono lasciati nel limbo. Non so se otterrò qualche soddisfazione ma sono determinata ad andare fino in fondo».
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