Mastoplastica additiva: più della taglia conta scegliere il chirurgo giusto per il risultato che desideri

Il Dr. Paolo Montemurro, chirurgo plastico estetico a Varese, spiega perché nella mastoplastica additiva il punto non è inseguire un numero, ma scegliere un chirurgo il cui stile sia davvero in linea con il risultato che si desidera

Dott. Paolo Montemurro

Molte donne che desiderano rifarsi il seno hanno una domanda fissa in testa: quale taglia avrò dopo l’intervento? Il Dr. Paolo Montemurro, chirurgo plastico estetico a Varese, spiega perché nella mastoplastica additiva il punto non è inseguire un numero, ma scegliere un chirurgo il cui stile sia davvero in linea con il risultato che si desidera

Il dubbio che hanno quasi tutte: “Ma poi che taglia avrò?”

Chi decide di sottoporsi a una mastoplastica additiva arriva quasi sempre con una domanda molto precisa: “Che taglia avrò dopo l’intervento?”.

È un dubbio del tutto normale. Oggi le pazienti si informano molto, guardano fotografie, video, contenuti social, confrontano prima e dopo, leggono testimonianze. Eppure, anche dopo aver visto tantissimo materiale, il tema della taglia resta spesso il più difficile da mettere a fuoco.

“È una delle domande che mi vengono fatte più spesso durante la visita” – spiega il Dr. Paolo Montemurro, chirurgo plastico estetico a Varese – “ed è comprensibile, perché ogni donna vuole avere un’idea del risultato finale. Il punto, però, è che il seno dopo l’intervento non può essere previsto in modo matematico, come se si trattasse di scegliere una taglia da uno scaffale.”

Ed è proprio qui che nasce spesso la confusione: si tende a pensare che basti scegliere un numero di cc o immaginare una certa coppa per sapere esattamente quale sarà il risultato. In realtà, le cose sono molto più complesse.

Il volume della protesi non basta a dire come sarà il risultato

Quando si parla di mastoplastica additiva, molte persone si concentrano soprattutto sul volume della protesi. Ma il numero di cc, da solo, dice molto meno di quanto si pensi.

“Una stessa protesi, con lo stesso identico volume, può dare risultati molto diversi in donne diverse” – continua il Dr. Montemurro – “Questo succede perché ogni paziente parte da una base anatomica unica: cambiano il torace, la forma del seno, la qualità dei tessuti, la larghezza del busto, le proporzioni complessive del corpo. Per questo motivo non si può ridurre tutto a un semplice numero.”

In altre parole, non è corretto pensare alla mastoplastica additiva come a una semplice “aggiunta di volume”. Il risultato finale dipende dal modo in cui quel volume si inserisce in un corpo preciso, con caratteristiche precise.

Per questo il Dr. Montemurro sottolinea che la vera filosofia dell’intervento non dovrebbe essere quella di inseguire una taglia ideale astratta, ma di costruire un seno che sia in armonia con il resto del corpo e che rispetti le proporzioni della paziente.

Non esiste un solo risultato bello, esistono stili diversi

Un aspetto importante, spesso sottovalutato, è che in chirurgia estetica non esiste un unico risultato “giusto” in assoluto.

Ci sono chirurghi che prediligono seni molto evidenti, più pieni e più appariscenti. Altri, invece, cercano un effetto più discreto, naturale e proporzionato. Questo non significa automaticamente che uno lavori bene e l’altro no. Significa, più semplicemente, che esistono gusti, sensibilità estetiche e filosofie chirurgiche differenti.

“Non è una questione di chirurghi bravi o meno bravi” – chiarisce il Dr. Montemurro – “ma di stile. Ogni chirurgo, nel tempo, sviluppa un proprio modo di interpretare la bellezza e l’armonia. La cosa importante è che la paziente riconosca quello stile e capisca se è davvero in linea con ciò che desidera.”

Nel caso del Dr. Montemurro, il filo conduttore è molto chiaro: risultati naturali, ben proporzionati, mai eccessivi, pensati per valorizzare il corpo senza stravolgerlo.

Scegliere un chirurgo è un po’ come scegliere uno stilista

Per capire meglio questo concetto, si può fare un paragone semplice.

Scegliere un chirurgo estetico, in un certo senso, è un po’ come scegliere uno stilista. Ogni stilista ha una propria firma, un proprio gusto, un modo riconoscibile di interpretare forme, proporzioni e dettagli. Se si apprezza quel tipo di stile e si decide di affidarsi a lui, è molto più probabile sentirsi soddisfatti del risultato finale.

Lo stesso vale per la mastoplastica additiva.

“Se una paziente guarda i miei prima e dopo e vede sempre un certo tipo di risultato, con seni armonici, eleganti e naturali, allora può aspettarsi che anche il suo intervento venga pensato secondo quella stessa filosofia” – spiega il Dr. Montemurro – “Questo, secondo me, è molto più utile che fissarsi su una taglia precisa, che nessuno può promettere in modo assoluto.”

Il consiglio, quindi, è osservare bene il lavoro del chirurgo, cercare di capire se esiste un filo conduttore nei suoi risultati, e chiedersi se quello stile corrisponde davvero a ciò che si desidera per sé.

La visita serve anche a questo: capire se c’è sintonia

La visita specialistica non serve solo a valutare la fattibilità tecnica dell’intervento, ma anche a capire se tra paziente e chirurgo esiste una reale sintonia estetica.

È durante questo momento che si costruisce una comprensione reciproca. La paziente spiega che cosa desidera, che cosa teme, quale immagine ha in mente. Il chirurgo, dal canto suo, interpreta questi desideri alla luce della propria esperienza, delle caratteristiche anatomiche e della propria filosofia di lavoro.

“Il mio compito non è solo eseguire un intervento” – sottolinea il Dr. Montemurro – “ma guidare la paziente verso una scelta che abbia senso per il suo corpo e che sia coerente con un risultato bello, equilibrato e realistico. Questo significa anche spiegare chiaramente che la soddisfazione finale non dipende da una coppa promessa, ma dall’armonia dell’insieme.”

Quando questa sintonia c’è, tutto il percorso diventa più chiaro. La paziente non cerca più una misura astratta, ma un risultato che senta davvero suo.

L’obiettivo non è una taglia, ma un seno giusto per quel corpo

Quando una donna decide di sottoporsi a una mastoplastica additiva, è naturale che pensi anche alla taglia finale. Ma fermarsi solo a questo aspetto rischia di essere fuorviante.

Come spiega il Dr. Paolo Montemurro, il punto non è inseguire un numero, ma scegliere con attenzione il professionista a cui affidarsi, conoscendone bene lo stile, la filosofia e il tipo di risultati che abitualmente realizza.

“Il mio obiettivo” – conclude il Dr. Montemurro – “non è semplicemente aumentare il volume del seno, ma creare proporzioni corrette, armonia e naturalezza. Quando una paziente sceglie un chirurgo di cui apprezza davvero lo stile, allora è molto più probabile che si riconosca e si piaccia anche nel risultato finale.”

Ringraziamo il dottor Paolo Montemurro, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Il dottore riceve a Varese, in via Volta 6.

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Pubblicato il 13 Aprile 2026
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