Avverrà in carcere ai Miogni alle 9.30 di martedì l’udienza di convalida del fermo per indiziato di delitto, avvenuto nelle prime ore di domenica scorsa, a carico di Gesuino Corona, il cinquantenne di Varese, incensurato, accusato di omicidio doloso nei confronti del trentenne di Induno Olona Enzo Ambrosino, morto sabato verso l’una sotto casa sua.
Non vi sarebbero al momento aggravanti speciali contestate, come conferma il legale Domenico Margariti (l’unica posizione che potrebbe aggravare sul piano procedurale potrebbe dunque essere il solo uso dell’arma).
Il fermato, anch’esso ferito con un’arma da taglio nella parte bassa della schiena, verrà dunque ascoltato in carcere dal giudice per le indagini preliminari di Varese Marcello Buffa, dopo l’interrogatorio avvenuto domenica alla presenza del pubblico ministero titolare delle indagini, Marialina Contaldo: una prerogativa, quella dell’interrogatorio di fronte a un magistrato inquirente, che si spiega con la necessità di scavare a fondo non già sul movente del fatto – di natura economica – bensì per la verifica di eventuali ulteriori responsabilità, così da meglio inquadrare il contesto nel quale sono maturati i fatti.
Da una prima valutazione sembra che il debito di denaro, poche centinaia di euro, fosse in capo al figlio dell’arrestato, che doveva dei soldi a Enzo Ambrosino, una vicenda che, dalle risultanze in mano ai carabinieri, rappresenta l’epilogo di una discussione che si protraeva fra i due, tale da necessitare di un “chiarimento”, con al seguito altre persone, divenuto prima rissa e poi omicidio.
Fissata anche la data per il conferimento dell’incarico, che avverrà in Procura, per l’esecuzione dell’autopsia: alle 10 di mercoledì 15 aprile. L’esame sulla salma potrebbe avvenire contestualmente, lo stesso giorno, alla medicina legale di Varese.
Il numero degli indagati a piede libero per rissa non è al momento ancora definito dalla Procura: il computo potrebbe fermarsi a cinque persone in tutto.
La famiglia di Enzo Ambrosino ha attivato una raccolta fondi su una apposita piattaforma online: «Chiedo un aiuto per affrontare le spese legali affinché venga fatta giustizia per Enzo», scrive la sorella.
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