Moda sostenibile e storie di rinascita: a Varese la sfilata che unisce studenti e donne delle “0048”
All’EcoRun 2026 l’incontro tra le studentesse e gli studenti dell’ISIS Newton e il gruppo di donne oncologiche: una passerella che diventa messaggio di vita, resilienza e rispetto per l’ambiente
Non solo moda, ma un racconto corale fatto di sostenibilità, coraggio e consapevolezza. È questo il cuore dell’iniziativa “Moda e sostenibilità”, andata in scena sabato 25 aprile a Varese nell’ambito dell’EcoRun 2026, con una mostra alla Torre Civica e una sfilata in piazza Monte Grappa.
Protagonisti dell’evento sono stati gli studenti dei corsi serali di Operatore dell’abbigliamento e Made in Italy dell’Isis Newton, affiancati dalle donne del gruppo “Le 0048 – La forza delle donne oncologiche”. Un incontro tra generazioni e vissuti diversi, nato con l’obiettivo di creare un dialogo autentico e profondo, capace di andare oltre l’estetica.
La sfilata ha rappresentato il momento culminante di un percorso costruito attorno a tre azioni simboliche: distruggere, assemblare e ricreare. I capi presentati in passerella sono infatti il risultato di un lavoro di recupero e rigenerazione di abiti esistenti, trasformati in nuove creazioni attraverso il riciclo e la valorizzazione dei materiali. Un messaggio chiaro: è possibile dare nuova vita a ciò che sembrava destinato allo scarto.
Ma la sostenibilità, come è emerso dagli interventi e dal testo introduttivo letto durante l’evento, non è solo ambientale. È anche – e soprattutto – umana. Le donne delle 0048 hanno portato una testimonianza intensa, fatta di esperienze personali segnate dalla malattia oncologica, ma anche di forza, resilienza e capacità di rinascita.
«Non siamo qui solo per vedere degli abiti, ma per testimoniare un cambiamento», è stato sottolineato. Un cambiamento che passa anche dalle scelte quotidiane e dalla consapevolezza del valore della vita. Le storie condivise hanno offerto ai giovani presenti uno spunto di riflessione diretto e senza filtri, invitandoli a non dare nulla per scontato e a riconoscere ciò che conta davvero.
L’iniziativa nasce proprio dal desiderio di mettere in relazione due mondi: quello delle donne che affrontano ogni giorno la malattia con determinazione e quello dei ragazzi che stanno costruendo il proprio futuro. Un incontro che si è trasformato in uno scambio reciproco, dove la fragilità si è fatta forza e la creatività si è fatta veicolo di significato.
Accanto agli studenti e alle 0048, hanno preso parte all’evento anche il dirigente scolastico Daniele Marzagalli e i docenti coinvolti nel progetto, oltre a rappresentanti istituzionali tra cui il sindaco di Varese Davide Galimberti e i consiglieri Romana Dell’Erba, Emanuele Monti e Michele Di Toro.
“Riciclare significa capire che nulla è mai veramente finito” è stato ricordato durante la serata. Un concetto che va oltre i materiali e si estende alle persone, alle esperienze e alle relazioni. Così, la passerella si è trasformata in un simbolo: non solo di stile, ma di rinascita e solidarietà.
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