Nkamhoua balla su Ballo. Iroegbu, non bastano 3′ di fiamme
Il finlandese si prende anche i complimenti di De Raffaele. Moore e Alviti solidi e positivi, il play nigeriano latita troppo a lungo e dopo le prodezze perde una palla pesante. Renfro, ancora problemi di falli
STEWART 7 – Paga qualcosa in termini di esperienza – 5 palle perse sono un macigno – ma restituisce tanto quando c’è da fare canestro. Carletto riempie con 19 punti il cesto avversario, senza timori reverenziali né incertezze giovanili. Dietro balla anche lui come altri, senza mai riuscire a mettere in atto quei graffi, quei palloni rapinati, che sono un po’ il suo marchio di fabbrica.
ALVITI 7 – Gli tolgono spazio al tiro pesante, lui si dà da fare su tutto il resto arrivando a un rimbalzo dalla doppia doppia: 10 punti tirando con l’80%, 9 rimbalzi, 6 assist e 24 di valutazione. Partita di solidità rara, il rammarico per non aver avuto quella palla in più per chiudere i conti. Colpo in canna.
MOORE 7 – Veniva da due partite sott’acqua, riemerge di prepotenza con quei balzi che lo portano a schiacciare qualsiasi pallone gli servano i compagni. La fase offensiva è buona, anche se non ci prova praticamente mai da lontano, quella difensiva è solida a livello personale: quattro recuperi ad anestetizzare le palle perse, palloni toccati, smanacciati, ginocchia piegate e nessuna paura degli avversari. Serve questo Moore per l’ultima volata.
ASSUI 5,5 – Questa volta lo sceriffo Eli non riesce ad acciuffare il pistolero Green. Non che Assui non ci provi: mette gambe, occhi e corpo, ma la missione non va a buon fine perché quell’altro estrae il revolver e spara con una precisione olimpica. Trova un paio di guizzi in attacco importanti, ma stavolta resta con la museruola tra le mani.
NKAMHOUA 7,5 (IL MIGLIORE) – L’omaggio di De Raffaele nel dopo partita è significativo: Olli è l’arma in più per Kastritis lungo tutti i 40′ e quando infine combina un paio di guai – un tiro forzato, un’infrazione di passi, un passaggio in tribuna – è perché ha esaurito la benzina. Prima c’è tanta classe ma anche la capacità di leggere le situazioni: quando lo marca Ballo, Nkamhoua inizia a ballare attaccandolo in palleggio e punendolo da fuori. Sapere che tutto ciò non è bastato, ci riempie di nervoso.
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IROEGBU 5,5 – Per 35′ è croce, e pure di quelle pesanti. Poi diventa improvvisamente delizia per i pochi occhi varesini presenti a Desio e spauracchio per i 6mila canturini che già stavano ballando in tribuna. Ma la fiammata, meravigliosa, si esaurisce: ha sulla coscienza una palla persa banale che ridà fiato e ritmo alla San Bernardo, e se la accostiamo ai millemila errori precedenti, finiamo con un voto al di sotto della sufficienza.
LIBRIZZI 5,5 – Dà tantissimo in difesa e per questo Kastritis lo tiene a lungo in campo, a costo di rinunciare a qualche minuto di Stewart o di Iroegbu. Il plus-minus del resto è lì a premiare il capitano, +20 con lui sul campo. Peccato però manchi del tutto la fase d’attacco: un paio di tiri sbagliati e nulla più, anche un’entrata abortita sul più bello.
RENFRO 5,5 – Finché è in campo non va male ma il problema è proprio quello: il tempo trascorso sul parquet. Perché nel momento in cui Nate commette un terzo fallo ampiamente evitabile, e quindi deve andarsi a sedere, il castello difensivo varesino si ritrova scoperto e traballante. Kastritis lo tiene a lungo in panchina, anche perché Nkamhoua dipinge basket, ma non è un caso che nelle ultime partite Varese stia faticando in difesa, con il suo architrave alle prese con i falli.
LADURNER 6 – Si divora un rigore da 20 centimetri, capisce la lezione e schiaccia di forza la palla successiva. La prossima volta, Max, pensaci subito.
FREEMAN 5,5 – Dà sempre quell’impressione di esserci fino a un certo punto: un paio di canestri, il solito ferro ammaccato nell’unico tentativo dall’arco, troppa poca difesa per scalare la gerarchia dei minuti. Poi, per carità, non si perde per lui, però continua a non fare quel passo in più che servirebbe alla squadra.
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