Sospetti abusi sulle giocatrici di volley, sentenza a maggio, le parti civili chiedono i danni

Contestati 30 capi d'imputazione. Chiesti risarcimenti danni e provvisionali. Il difensore chiede una attenuazione dell'eventuale pena richiesta dal pm

Hanno parlato le parti civili, ha parlato la difesa. Ora la palla passa al giudice per l’udienza preliminare di Varese che dovrà decidere, e per farlo ci sarà da attendere fino a maggio, il 19. La vicenda è quella dei sospetti abusi sessuali sulle giocatrici di volley di una squadra di un paese alle porta di Varese emersa l’anno scorso e che portò all’arresto dell’allenatore, oggi a processo.

Nell’udienza in camera di consiglio, quindi a porte chiuse, hanno parlato gli avvocati delle parti civili che hanno chiesto ampi risarcimenti e provvisionali. Ha poi parlato anche il difensore dell’imputato che ha chiesto una riduzione della eventuale pena a fronte dei ben 30 capi d’imputazione.

Una «difesa tecnica» legata a ricostruire il quadro della situazione composta da «contatti frequenti con le allieve «per i quali il mio assistito non aveva consapevolezza che potessero avere una valenza eccessiva», ha spiegato il legale Marco Natola.

La pena richiesta era stata formulata nella precedente udienza celebrata sempre in camera di consiglio dove la pm Claudia Maria Contini aveva chiesto 12 anni, 10 mesi e 20 giorni, già ridotta per i benefici del rito (è un Abbreviato, il computo iniziale partiva da una pena base molto elevata, cioè 19 anni e 4 mesi di reclusione. L’imputato si trova attualmente in carcere in regime di custodia cautelare.

L’inchiesta risale al 25 febbraio 2025, quando l’uomo, 53 anni, venne arrestato dai carabinieri e condotto nel carcere dei Miogni. A dare avvio alle indagini fu la denuncia di una giovane atleta, che raccontò alla madre episodi di presunti palpeggiamenti avvenuti durante gli allenamenti o nei tragitti verso casa.

Da quel momento gli investigatori hanno raccolto ulteriori elementi, ampliando il quadro accusatorio. Nella fase iniziale l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. La Procura ha chiuso le indagini nel luglio 2025, con rinvio a giudizio in ottobre.

L’imputato aveva scelto il rito abbreviato, ammesso dal giudice nel dicembre successivo, che consente di definire il processo sulla base degli atti senza dibattimento. Una vicenda che ha suscitato forte attenzione anche nell’ambiente sportivo locale, per la gravità delle contestazioni e il numero delle presunte vittime coinvolte. Dodici le parti offese di cui otto si sono costituite parti civili nel processo.

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Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 14 Aprile 2026
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