“Volevo salvare mio figlio”, il fermato per l’omicidio di Induno Olona risponde alle domande del pm
Gesuino Corona, cinquantenne fermato sabato sera parla per due ore agli inquirenti. L'avvocato: “È in carcere, ferito da coltello nella zona lombare”. Indagini ancora in corso
Interrogatorio serrato, secretato, e con numerosi elementi già sul tavolo per la pm di Varese Marialina Contaldo, che coordina le indagini sull’omicidio di Enzo Ambrosino, il trentenne ucciso a coltellate intorno all’una di sabato notte.
Con l’accusa di omicidio è detenuto nel carcere dei Miogni Gesuino Corona, cinquantenne varesino, padre del giovane che – secondo i primi accertamenti – avrebbe avuto un debito di alcune centinaia di euro con la vittima.
Una somma modesta, ma al centro di una disputa tra i due ragazzi: Ambrosino e il figlio dell’arrestato, già finito nei guai a inizio marzo per un incidente stradale in largo Flaiano.
“Il sangue arrivava fino al portico”: la vicina racconta l’aggressione mortale
Il chiarimento sarebbe avvenuto in strada, a tarda notte: prima le parole, poi l’escalation di violenza tra sprangate e coltellate. Durante la colluttazione, una coltellata avrebbe raggiunto anche lo stesso Corona nella zona lombare.
Dimesso dall’ospedale, l’uomo si trova ora in carcere a Varese, dove è stato interrogato per almeno due ore dalla pm Contaldo: ha scelto di parlare, e rispondere alle domande degli inquirenti.
Secondo l’accusa, sarebbe stato proprio Corona a infliggere le ferite mortali ad Ambrosino. «Il mio cliente sostiene di essere intervenuto per difendere il figlio, per salvarlo, e di non aver avuto intenzione di fare del male a nessuno», ha dichiarato il difensore, l’avvocato Domenico Margariti.
Resta confermato, al momento, il movente economico: il figlio di Corona avrebbe avuto un debito nei confronti della vittima. Ancora incerto il numero delle persone presenti al momento dei fatti: l’interrogatorio come si accennava è stato secretato, probabilmente per consentire agli inquirenti di verificare ulteriori dettagli e ricostruire con precisione la dinamica.
Sul piano procedurale, le prossime tappe riguardano l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari, che si terrà nei tempi previsti dalla legge. Nel frattempo, risultano altri indagati – il numero non è ancora definito – per rissa e porto abusivo di oggetti atti a offendere.
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