A Saronno, musica è anche inclusione: i progetti sociali delle Stanze della Musica
Damiana Solinas ha raccontato a Radio Materia l'associazione musicale che ha trovato casa nell'ex sede del Pime e che ha trasformato la chiesetta in un auditorium. Con il progetto Armonie Solidali fa rete con le associazioni cittadine
A Saronno la musica diventa uno strumento per creare legami e sostenere il territorio. È questo il cuore dell’attività dell’associazione culturale “Le Stanze della Musica” che accanto alla didattica porta avanti una serie di progetti sociali e solidali capaci di coinvolgere musicisti, pubblico e realtà locali. Lo ha raccontato in un’intervista nella rubrica Soci All Time di Radio Materia e CSV Insubria, la fondatrice Damiana Solinas, intervistata da Orlando Mastrillo.
Armonie Solidali, la musica che aiuta
Il progetto principale è “Armonie Solidali”, nato circa tre anni fa con l’obiettivo di mettere in rete associazioni e risorse del territorio. L’iniziativa si traduce in una rassegna di concerti, organizzati durante l’anno, in cui il pubblico è invitato a contribuire con donazioni.
I fondi raccolti vengono destinati a piccole associazioni impegnate nel sociale, spesso attive in contesti di fragilità. Non solo sostegno economico, ma anche visibilità: «La musica diventa un modo concreto per accendere i riflettori su realtà che lavorano ogni giorno con persone in difficoltà» – spiegano dall’associazione -.
Un luogo restituito alla comunità
Anche la sede stessa rappresenta un progetto sociale. L’associazione ha recuperato un ex edificio religioso, trasformandolo in scuola di musica e auditorium. Un intervento che ha restituito alla città uno spazio inutilizzato, oggi diventato punto di incontro e condivisione. Chi frequenta la struttura non trova solo aule e strumenti, ma un ambiente dove si intrecciano storie personali e memoria collettiva.
Musica come inclusione e benessere
Accanto agli eventi solidali, l’associazione promuove diverse attività inclusive. Tra queste: cori e gruppi musicali per adulti, pensati anche come momento di relax e socialità, band giovanili seguite non solo dal punto di vista musicale, ma anche umano, un’orchestra aperta a tutti, con circa 50 elementi, che ogni anno lavora su temi condivisi, come la pace. L’obiettivo è usare la musica come strumento di relazione, capace di unire persone diverse e offrire uno spazio di espressione.
Lo sguardo al futuro
Tra i progetti in cantiere c’è anche un rafforzamento delle attività educative nelle scuole. L’intento è diffondere la cultura dell’ascolto, aiutando i più giovani a distinguere tra il semplice “sentire” e l’esperienza più profonda dell’ascoltare. Una visione che mette al centro la musica vissuta insieme, lontano dall’isolamento del consumo digitale.
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