Busto Arsizio, l’ex Calzaturificio Borri in Consiglio: l’affondo del PD su costi e ritardi

Il gruppo di minoranza presenta un'interrogazione fiume: "Venticinque anni di progetti e milioni spesi, ma il recupero resta un’incognita tra housing sociale e costi record per la portineria"

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Il destino dell’ex Calzaturificio Borri torna a surriscaldare il clima politico a Busto Arsizio. Il gruppo consiliare del Partito Democratico (composto dai consiglieri Pedotti, Cascio, Berutti, Verga e Maggioni) ha depositato un’articolata interrogazione che ripercorre un quarto di secolo di “occasioni mancate” e solleva pesanti dubbi sulla gestione attuale e futura del comparto di Viale Duca d’Aosta.

Un’odissea lunga 25 anni

Il documento ricorda come l’area sia stata acquistata dal Comune nel lontano 2000 per la cifra di 8 miliardi di lire (circa 6,9 milioni di euro attuali). Da allora, secondo i dem, si sono susseguiti quindici anni di concorsi di idee e progettazioni sterili che hanno portato al degrado degli edifici.

Il PD punta il dito contro lo “snaturamento” del Piano di Recupero del 2016. Mentre il progetto originario prevedeva spazi pubblici, verde e un parco a servizio del quartiere, l’attuale amministrazione — complici i fondi PNRR del progetto PINQUA — ha virato massicciamente verso la residenza sociale. Una scelta che, per la minoranza, ignora le proposte arrivate dal territorio, come il “Parco della Genesi” sostenuto da oltre 2.500 firme.

I punti critici: Housing e costi “d’oro”

L’interrogazione solleva dubbi specifici su due fronti:

  1. L’Housing Sociale: Con un investimento di oltre 13 milioni di euro, verranno costruite due palazzine per ospitare anziani, disabili e studenti. Il PD chiede chiarezza sui criteri di assegnazione, sulle garanzie per i soggetti fragili e sui costi di gestione che ricadranno sulle casse comunali.

  2. Il recupero dell’ex Portineria: Uno dei dati più emblematici riportati nel documento riguarda la piccola portineria sul viale. Per il suo restauro e riuso come “infopoint” è prevista una spesa di 354 mila euro. Considerando che la superficie è di soli 45 mq, il costo stimato supera i 7.800 euro al metro quadro: una cifra definita spropositata dai consiglieri.

Le domande alla Giunta

L’interrogazione, che verrà discussa in aula, chiede risposte puntuali su sei punti chiave:

  • Conto totale: L’ammontare complessivo delle spese tecniche sostenute dal 2000 a oggi.

  • Gestione sociale: Chi gestirà il “Borri Housing” e con quali garanzie economiche.

  • Parcheggio interrato: I costi reali e la coerenza con i vincoli dei fondi statali.

  • Tempistiche: Lo stato dell’affidamento dei lotti 1/A e 1/B e l’effettiva data di inizio lavori per l’edificio principale.

  • Uffici pubblici: Quali funzioni, oltre all’anagrafe, troveranno posto negli oltre 1.400 mq dell’edificio principale.

  • L’enigma “Infopoint”: La giustificazione tecnica di un investimento così oneroso per una struttura di dimensioni minime.

“È improbabile che il progetto venga completato entro la fine del mandato”, concludono i consiglieri PD, chiedendo alla Giunta Antonelli di assumersi la responsabilità dei costi che graveranno sulle amministrazioni future. La partita dell’ex Borri, ferita aperta nel cuore della città, resta dunque più aperta che mai.

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Pubblicato il 09 Maggio 2026
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